sabato 13 giugno 2015

Le navi di Caligola

Oltre agli antichi porti, le nostre acque custodiscono migliaia di relitti di navi con i propri carichi. Il loro ritrovamento è molto importante perché ci permette di ricostruire i traffici commerciali che hanno interessato i nostri mari e non solo. Nel 1926 il recupero delle navi del Lago di Nemi ha permesso di ricostruire una nave romana del I sec. a.C. e di sapere come erano fatte le ancore. Le navi di Caligola erano veri e propri palazzi galleggianti utilizzati per feste e giochi acquatici, basti pensare che una delle due navi misurava 73 metri di lunghezza e 24 metri di larghezza.
Giornale Luce B0861 del 01/04/1936
La settimana Incom 00767 del 01/05/1952

Video: Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com .

Mondi sommersi e sotterranei.




La flotta sommersa di Kublai Khan


Erano in 40mila a bordo di una flotta di circa mille imbarcazioni che rappresentavano l’eccellenza dell’ingegneria navale del XIII Secolo, diretti alla conquista del Giappone. Non sopravvissero però al tifone che spirava a oltre 250 chilometri orari.

sabato 8 marzo 2014

Il Buonpaese, un libro territorialista, sulle Città del vino, il turismo e le potenzialità del territorio rurale italiano


R. Pazzagli, Il Buonpaese. Territorio e gusto nell’Italia  in declino. 
Pisa, Felici, 2014, pp. 264.
In un paese come l’Italia il territorio e la bellezza sono le vere armi per uscire dalla crisi. Ne consegue che dobbiamo difenderli entrambi, il territorio e la bellezza. Risponde a questo obiettivo il nuovo libro di Rossano Pazzagli, Il Buonpaese. Territorio e gusto nell’Italia in declino, appena pubblicato dall’Editore Felici di Pisa e che sarà presentato alla Libreria Dolce Stil Novo di Termoli martedì 11 marzo alle 17,30. Ne parleranno con l’autore il prof. Antonio Minguzzi, docente di economia e direttore del Centro studi sui sistemi turistici dell’Università del Molise, il dott. Antonio Ruggieri, direttore della rivista “Il Bene comune”, e l’avv. Giuseppina Occhionero, assessore alla cultura e al turismo di Campomarino, l’unico comune molisano socio dell’Associazione nazionale Città del Vino. Analizzando l’esperienza delle Città del vino, l’associazione nazionale fondata a Siena nel 1987, il libro attraversa la storia italiana degli ultimi 25 anni focalizzando l’attenzione sull’importanza del territorio rurale, sul ruolo dei Comuni, sul rapporto tra agricoltura e turismo, sulla funzione della cultura e la debolezza della politica. Questa rete tra comuni, cresciuta nel tempo fino a superare i 500 municipi associati, rappre­senta un ideale itinerario turistico e culturale nell’Italia rurale, finendo per costituire anche una straordinaria esperienza istituzionale e politica che partendo dall’enogastronomia ci parla delle campagne e dell’agricoltura italiana, delle differenze e dell’unicità del Bel Paese, visto qui come Buon Paese malgrado la fase di declino che sta vivendo. “Ripercorrendo questi ultimi 25 anni – avverte Pazzagli - nell’orizzonte della crisi, la salvaguardia del territorio rurale e dell’autonomia comuna­le, così come la tutela e la valorizzazione delle risorse locali, emergono quali vie privilegiate per una possibile rinascita italiana.

Rossano Pazzagli, insegna storia moderna presso l’Università degli Studi del Molise, fa parte del consiglio direttivo della Società dei Territorialisti e ha pubblicato numerosi lavori di storia eco­nomica, storia dell’ambiente e storia del turismo. Il volume, che riprende anche alcune esperienze locali toscane, si apre con una prefazione di Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, che parla di un percorso italiano basato sulla bellezza e il paesaggio “che negli ultimi decenni si è smarrito nelle campagne aggredite dai capannoni, nei borghi medievali assediati da oscenità edilizie, nelle periferie che hanno invaso le pianure, nei fiumi cementificati. Con Il Buonpaese – scrive Rizzo - Rossano Pazzagli cerca ora di riannodare i fili di quel percorso”.



domenica 23 febbraio 2014

Dal "prototurismo" al turismo di massa: la storia ci racconta.

di Lucia Checchia

La storia ci racconta che le prime “pratiche prototuristiche” sono da rintracciarsi nella “villeggiatura al mare”, prassi già  praticata nella seconda metà del I sec. a.C., epoca in cui gli aristocratici romani solevano trascorrere le proprie “vacanze” in sontuose ville costruite sulla riva del mare con porticati e moli che si estendevano sino all’acqua. In questi ritrovi di vita mondana, nei quali venivano organizzate feste e spettacoli, si poteva accedere solo tramite invito. I moralisti dell’epoca li consideravano luoghi di perdizione, nei quali venivano consumati gli amori più sfrenati e nei quali ci si lasciava andare alle più disparate esperienze erotiche.

lunedì 3 febbraio 2014

Una pagina di storia sommersa in località “Aspro”, nel mare di Termoli

Written for Panoram Italia da Lucia Checchia

Quando si parla di Termoli, un piccolo centro molisano che si affaccia sul Mare Adriatico, ci si accorge di quanto sia difficile ripercorrerne a ritroso la storia, partendo dalle sue origini, a causa della totale mancanza di documenti scritti. Il bisogno di conoscere le proprie origini è sempre stato insito nell’uomo sin dagli albori della civiltà e lo è ancor di più oggi, nell’era della globalizzazione. Le risultanze archeologiche e le tradizioni orali canalizzano sempre più l’attenzione degli studiosi locali e no, verso i fondali marini. Tante e varie sono le “voci” che si susseguono circa la presenza di un sito subacqueo di rilevanza archeologica in località “Aspro”, situato nel tratto di mare compreso tra la Torre del Sinarca e il rudere di quella di Petacciato, con una estensione di circa un miglio dalla costa. I primi studi compiuti in loco

domenica 26 gennaio 2014

Bisonte

Bisonte, 12.000/11.000 a.C. ca. Lunghezza: 10,5 cm. 

Da La Madeleine, Dordogna, Francia - Saint Germain-en-Laye, Musée d'Archeologie Nationale. La placchetta è scolpita in una scaglia di corno di renna ed è stata ritrovata in un celebre sito archeologico, che ha dato il nome a una prestigiosa fase dell'arte paleolitica, il Maddaleniano.

Il cromlech di Stonehenge

Il cromlech di Stonehenge, in Gran Bretagna, è uno degli esempi più impressionanti dell'architettura megalitica. Costruito in più fasi, forse tra il 3000 e il 2000 a.C., è formato da immense pietre conficcate nel terreno in cerchi concentrici. Le scoperte di un team internazionale di archeologi chiariscono, almeno in parte, il mistero che ancora oggi aleggia attorno a Stonehenge: quando fu costruito? E perchè?
Secondo Henry Chapman dell'Università di Birmingham, il sito di Stonehenge potrebbe essere stato un luogo sacro già 500 anni prima della costruzione dei cerchi di pietre.

Il toro di Lascaux

Il toro di Lascaux - 18.000/15.000 a.C. ca. Pittura paretiale. Si trova nella Sala dei Tori della Grotta di Lascaux, in Francia. Nella grotta sono rappresentati gli animali conosciuti dagli uomini preistorici; se ne possono contare oltre 600. Il più rappresentato è il cavallo, seguono cervi, uro (un animale estinto), stambecchi, bisonti, tori e qualche orso. Le grotte furono scoperte casualmente nel 1940 da un gruppo di quattro ragazzini che, inseguendo il loro cane smarrito nel bosco, trovarono l'ingresso. La Sala dei Tori è uno degli ambienti più spettacolari; è così chiamata per il gran numero tori raffigurati.

La Venere di Willendorf


La Venere di Willendorf è una statua a tutto tondo in pietra calcarea alta 11 centimetri. Si trova a Vienna, nel Naturhistorisches Museum. La statuetta fu rinvenuta nel 1908 dall'archeologo Josef Szombathy, in un sito archeologico risalente al paleolitico, presso Willendorf, in Austria. Intorno al 1990, dopo un'accurata analisi della stratigrafia del luogo, e dopo precedenti datazioni che la ponevano inizialmente al 10.000 a.C. poi fino al 32.000 a.C., fu stimato che la statuetta sia stata realizzata da 25.000 a 26.000 anni fa.  Molto probabilmente rappresentava una divinità femminile propiziatrice della fecondità, probabilmente la Dea Madre, colei che dà la vita. 

domenica 24 novembre 2013

Archeologia: riprendono i lavori del progetto "Atlantide 2013-2014"

Inizieranno martedì 26 novembre alle ore 9 nella sala convegni dell’Alberghiero i lavori del progetto di archeologia subacquea denominato “Atlantide 2013-2014 - Il porto frentano di Buca e le ancore romane dell’Aspro: archeologia, mito, storia e ambiente”, creato dalla professoressa Rosalia Laura Ruggiero, Presidente della Commissione “Atlantide” del Rotary Club di Termoli. Le lezioni teoriche e pratiche saranno svolte dai soci rotariani facenti parte della Commissione “Atlantide”, la professoressa Ruggiero, il Preside Antonio Mucciaccio (Vicepresidente della Commissione ), il docente Lino Bianconi, il dottor Emilio Prezioso; ad esse parteciperanno i membri dell’equipe “Atlantide” delle scorse edizioni del progetto, la dottoressa Lucia Checchia e il tecnico video-foto Maurizio Perrotta.

sabato 23 novembre 2013

Gli itineraria romani

Tabula Itineraria Peutingeriana. Fonte: BNF
In epoca romana vennero creati veri e propri “itinerari” sia in forma grafica che in forma testuale che  fungevano da “guide” con lo scopo di rendere note le caratteristiche del viaggio da intraprendere. Gi itinerari marittimi, in particolare, contenevano notizie utili alla navigazione con l’indicazione delle rotte e delle distanze oltre ad una descrizione delle coste e dei porti incontrati durante il tragitto. Con o senza carta nautica i marinai avevano bisogno di riconoscere un tratto di costa prima di avvicinarsi alla riva. Per i Romani il potere marittimo era innanzitutto una necessità. Tra gli itinerari a noi pervenuti si ricorda l’Itinerarium Antonini Augusti, un testo anonimo del III secolo. La parte marittima di tale Itinearium è nota come Itinerarium Maritimus e poi ancora la Tabula Peutingeriana[1], una copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero.
L.C. 



[1] Si tratta della più antica carta stradale del mondo pervenuta fino a noi. Fu disegnata intorno al IV secolo d.C. dai Romani i quali vi tracciarono i vasti confini dell'Impero anche per seguirne l'espansione militare. Nel Cinquecento fu riprodotta su un rotolo di pergamena che è attualmente conservato all’interno della Biblioteca Nazionale di Vienna. Cfr. F. PRONTERA, Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo, Firenze, Olsckhi, 2003; L. BOSIO, La tabula peutigeriana. Una descrizione del mondo antico, Maggioli Editore, Rimini 1983.

Carte nautiche e portolani

Carta Pisana. Fonte: BNF


Le prime carte nautiche[1], risalenti al XII secolo, furono utilizzate diffusamente fino al XVI secolo[2]. Realizzate su pergamena, di solito venivano accompagnate da una parte narrativa detta “portolano”[3] dove venivano riportate le notizie sugli approdi e sulle distanze. Sui portolani veniva segnalata altresì la presenza di secche o scogli e di tutto ciò che poteva rappresentare un ostacolo alla navigazione. Le coste marittime, raffigurate in maniera dettagliata sulle carte nautiche, mettevano in evidenza porti, approdi, baie, golfi e insenature[4]. Erano pensate per la navigazione a vista per cui non adatte alla navigazione astronomica.
La più antica carta nautica giunta sino ai giorni nostri è la Carta Pisana[5] . In essa il Mediterraneo risulta fitto di toponimi perpendicolari alla costa. In rosso venivano indicati i più importanti.
L.C.



[1]Per approfondimenti leggasi C. ASTENGO, La cartografia nautica mediterranea dei secoli XVI e XVII, Genova,  2000; UGGERI G. , Portolani romani e carte nautiche. Problemi e incognite. Porti, approdi e linee di rotta nel Mediterraneo antico (Studi di Filologia e Letteratura), 1998.
[2] L’antropologo Ingold definisce “esplorazione” i movimenti nello spazio marittimo senza l’uso di una carta nautica e “navigazione” gli spostamenti in mare utilizzando una carta nautica. Cfr. T. Ingold, To journey along a way of life: maps, wayfinding and navigation, in T. Ingold, The Perception of the Environment: Essay in Livelihood, Development and Skills, London, 2000, pp. 219-242.
[3] M. CASTELNUOVI, Il portolano: una fonte storica medievale trascurata. Rotte e porti del Mediterraneo dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Continuità e innovazioni tecnologiche e funzionali, ANSER, IV Seminario, Genova 18-19 giugno 2004.
[4] I porti e gli approdi rappresentavano i punti di partenza e di arrivo delle navi lungo percorsi di cabotaggio o traversate in alto mare.
[5] Anonima e non datata, la carta pisana fu così chiamata perché rinvenuta a Pisa ed attribuita a Raimondo Bacchisio.

martedì 29 ottobre 2013

Considerazioni di Storia ed Archeologia 2013. Il nuovo numero è online.

Per scaricare la rivista, cliccare QUI.

INDICE

Rosalba Antonini. ST Ps 6 recuperato. Al seguito evidenze e problematiche sul documento. La pertinenza linguistica

Francesca Murano. Il progetto samnium Digital Archive: un archivio digitale delle fonti epigrafiche del Sannio antico

Giuseppe Guadagno. Vasto: Trivuf priflics, presunti tribuni della plebe in area italica

Bruno Sardella. Frammento di dolium con graffito osco da Civitanova del Sannio (IS)

Antonio Salvatore. Una nuova proposta per l’ubicazione del tempio sannitico di Macchia Valfortore

Paola Rocco – Francesca D’Orazio. Nuovi bolli su ceramica a vernice nera da Isernia

Antonella Nibaldi. Due (?) nuovi bolli romani da Casalciprano

Gianfranco De Benedittis. Le anfore repubblicane della costa tra il Fortore e il Sangro

lunedì 14 ottobre 2013

Archeologia Industriale. Storie di luoghi, tracce di uomini

XXVII PREMIO FIBRENUS
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: STORIE DI LUOGHI, TRACCE DI UOMINI
12-27 Ottobre 2013 - Museo della Media Valle del Liri
Piazza Mayer Ross - Sora

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: STORIE DI LUOGHI, TRACCE DI UOMINI

Un convegno per approfondire la conoscenza di un tesoro prezioso che va riscoperto e valorizzato: il nostro patrimonio archeologico-industriale. Venerdì 18 ottobre, ore 16,30, terzo appuntamento all’interno del programma di eventi del XXVII Premio Fibrenus. Il convegno che si terrà il prossimo venerdì, alle ore 16,30 presso il salone del Museo della Media Valle del Liri di Sora, avrà come titolo e filo conduttore il tema del Premio Fibrenus, “Archeologia industriale: storie di luoghi, tracce di uomini”. L’evento, curato dalla direzione del Museo della Media Valle del Liri in collaborazione con lo studio ZO_loft architecture & design, è stato studiato per offrire interventi di grande spessore sul patrimonio archeologico-industriale del territorio. Mettendo a confronto passato e futuro, il convegno mira a ricostruire e rafforzare l’identità territoriale delle due città confinanti, Sora e Isola del Liri, e si rivolge a studiosi della materia e professionisti, ma anche a chi vive la quotidianità di questo importante territorio e vuole conoscere la storia dei luoghi che hanno fatto la storia.

sabato 24 agosto 2013

lunedì 5 agosto 2013

"Riscopriamo le nostri origini - un viaggio tra storia, cultura e tradizioni sangiacomesi"



Martedì 6 agosto alle ore 21,00 nella splendida location del Belvedere del Colle a S. Giacomo, l'Associazione "San Giacomo Unicamente" presenta "Riscopriamo le nostri origini - un viaggio tra storia, cultura e tradizioni sangiacomesi".

Programma: 

- "La Villa Romana" a cura della dott.ssa Ida La Fratta

- "Tra Mito, Storia e Leggenda, ti racconto S.Giacomo" a cura di Oscar De Lena dell'Archeoclub di Termoli

- Declamazione di poesie in vernacolo sangiacomese

- Esposizione di Attrezzi della società contadina ed abiti d'epoca

- Degustazione di prodotti tipici