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domenica 26 gennaio 2014

Il cromlech di Stonehenge

Il cromlech di Stonehenge, in Gran Bretagna, è uno degli esempi più impressionanti dell'architettura megalitica. Costruito in più fasi, forse tra il 3000 e il 2000 a.C., è formato da immense pietre conficcate nel terreno in cerchi concentrici. Le scoperte di un team internazionale di archeologi chiariscono, almeno in parte, il mistero che ancora oggi aleggia attorno a Stonehenge: quando fu costruito? E perchè?
Secondo Henry Chapman dell'Università di Birmingham, il sito di Stonehenge potrebbe essere stato un luogo sacro già 500 anni prima della costruzione dei cerchi di pietre.

martedì 29 ottobre 2013

Considerazioni di Storia ed Archeologia 2013. Il nuovo numero è online.

Per scaricare la rivista, cliccare QUI.

INDICE

Rosalba Antonini. ST Ps 6 recuperato. Al seguito evidenze e problematiche sul documento. La pertinenza linguistica

Francesca Murano. Il progetto samnium Digital Archive: un archivio digitale delle fonti epigrafiche del Sannio antico

Giuseppe Guadagno. Vasto: Trivuf priflics, presunti tribuni della plebe in area italica

Bruno Sardella. Frammento di dolium con graffito osco da Civitanova del Sannio (IS)

Antonio Salvatore. Una nuova proposta per l’ubicazione del tempio sannitico di Macchia Valfortore

Paola Rocco – Francesca D’Orazio. Nuovi bolli su ceramica a vernice nera da Isernia

Antonella Nibaldi. Due (?) nuovi bolli romani da Casalciprano

Gianfranco De Benedittis. Le anfore repubblicane della costa tra il Fortore e il Sangro

sabato 24 agosto 2013

giovedì 2 maggio 2013

Riesumati i resti di un cavaliere medievale e della sua famiglia: eccezionale scoperta in Scozia


di Renato Sansone

Una squadra di archeologi ha portato alla luce resti scheletrici di otto persone con probabile parentela ad un cavaliere medievale. Il team responsabile della scoperta ha riesumato i resti di 7 scheletri interi e uno parziale sotto un sito archeologico scozzese, tra cui due appartenenti ad un bambino e uno ad un adulto di sesso femminile. I resti sono stati tutti sepolti dietro un muro, in quella che potrebbe essere stata un’antica sepoltura di famiglia. “Il sito continua a diventare sempre più interessante, rivelando un vero e proprio tesoro dell’archeologia,” ha riferito Ross Murray, un ex studente dell’Università di Edimburgo. “Il cranio dello scheletro trovato immediatamente sotto la posizione del cavaliere – continua Murray – sembra quella di una donna, ed i resti trovati sul lato opposto della lastra ornata, appartengono a un bambino della stessa epoca“. Gli scheletri erano nei pressi di una lastra con incisa una croce del calvario e la spada, i marcatori di nobiltà.
I ricercatori hanno scavato in quel punto in quanto un tempo quel luogo era occupato da un monastero del XIII secolo. “Abbiamo sempre saputo della possibilità di reperire reperti storici in quel punto, ma aver trovato il cavaliere è stata un’emozione straordinaria”, ha detto Andy Kerr, direttore del Centre for Carbon Innovation di Edimburgo. Gli scienziati devono ancora analizzare le ossa e i denti degli scheletri per determinare la loro età e come essi siano collegati. Durante gli scavi del mese scorso, gli archeologi avevano già scoperto alcune delle rovine del monastero, che fu distrutto nel XVI secolo durante la Riforma protestante. La sensazione è che ci possano essere ulteriori resti da portare alla luce, per cui gli scavi andranno avanti nei prossimi mesi. Il Regno Unito sta rivelando una moltitudine di tesori. Gli archeologi hanno portato recentemente alla luce una chiesa medievale e le ossa di re Riccardo III sotto un sito archeologico di Leicester, presumibilmente sepolto dopo la battaglia di Bosworth Field durante la guerra delle due rose.

mercoledì 1 maggio 2013

Scoperta necropoli romana in Algeria

(ANSAmed) - Una necropoli romana è stata scoperta in Algeria nel sito di Guelaât Bousbaâ (nella provincia di Guelma) ad opera di una equipe del Centro nazionale di ricerche archeologiche. Nella necropoli, come riferisce l'Aps, sono stati trovati, oltre a numerosi oggetti funerari, anche molti scheletri interi e perfettamente conservati.
Si tratterebbe, stando a quanto dichiarato da uno dei componenti l'equipe di studiosi, di una necropoli cristiana che risale al primo secolo dopo Cristo. Per completare la campagna sul sito occorreranno comunque almeno altri cinque mesi. Il sito e' stato scoperto in modo fortuito nel corso dei lavori di realizzazione di un complesso sportivo e per esso si ipotizza che possa essere lasciato alla fruizione di esperti e ricercatori come un museo a cielo aperto. Accanto agli scheletri appartenenti a donne sono stati trovati dei gioielli in bronzo, piccoli contenitori di vetro per i profumi e del vasellame, tutto in eccellente stato di conservazione. (ANSAmed).

giovedì 14 marzo 2013

Ritrovata la Ragazzona, la nave più grande dell'Invencible Armada di Filippo II


Di fronte al disastro dell'Invincibile Armata, la poderosa flotta spagnola inviata nel 1588 a contrastare la crescita della potenza britannica, si dice che il re Filippo II reagì esclamando "Ho inviato le mie navi a lottare contro uomini, non contro tempeste. Ringrazio Dio per avermi lasciato risorse sufficienti a far fronte a questa perdita". Nel suo lungo periplo intorno alla Gran Bretagna e all'Irlanda, effettivamente, l'Armada era stata progressivamente ridotta ai minimi termini da una lunga serie di tempeste, incidenti ed eventi sfavorevoli, oltre che dall'azione logorante della flotta di Elisabetta, e le poche navi che rientrarono in Spagna portarono la testimonianza di una cocente battuta d'arresto alle mire del re cattolico. Un gruppo di ricercatori riporta oggi in luce un nuovo tassello di questa storia lontana cinque secoli: nelle acque di Ferrol, in Galizia, gli archeologi dell'impresa Argos, con il supporto dell'Armada di oggi, la Marina Militare spagnola, hanno individuato i resti di quello che potrebbe essere il relitto della Ragazzona, la più grande delle navi a disposizione di Filippo II. Ammiraglia della squadra di Levante, la Ragazzona era una nave di fabbricazione veneziana, capitanata da Don Martin de Bertendona e affondata l'8 dicembre del 1588, a un passo dal porto di La Coruna, in cui doveva riparare. I reperti, rinvenuti a 12 metri di profondità su un area di 900 mq, nell'area in cui si ipotizzava fosse avvenuto il naufragio, sono per gran parte pezzi di artiglieria e blocchi di concrezioni metalliche, risultato della lunga permanenza in acqua di diversi oggetti. Mancano reperti ceramici e residui del legname dello scafo. L'impressione degli archeologi intervenuti è che sul luogo, non lontano dalla costa e sito a bassa profondità, si sia verificato in anni recenti un vero e proprio saccheggio che ha disperso gran parte del patrimonio, compromettendo, al tempo stesso, la possibilità di recuperare informazioni importanti da un relitto così significativo. Nonostante ciò, quel che resta ha un suo valore, e va protetto.

sabato 2 marzo 2013

Trovati relitti di navi romane nelle acque dell’antica Augusta turca


Durante l’ultima campagna di scavo nel sito di Elaiussa Sebaste (‘Augusta’ in greco), odierna Ayas, sulla costa della Cilicia (Turchia sudorientale), la missione archeologica dell’Università di Roma ”La Sapienza”, diretta da Eugenia Equini Schneider, ha svolto una serie di ricerche subacquee. Proprio nel mare di fronte al promontorio di Elaiussa sono stati localizzati dei manufatti in terracotta e altri materiali riferibili a due relitti navali. Lo riferisce un articolo pubblicato sul nuovo numero della rivista ”Archeologia Viva” (Giunti Editore). Il primo relitto è di una nave di eta’ imperiale romana (II secolo d.C.) in arrivo nel porto settentrionale di Elaiussa con un carico in prevalenza di anfore iberiche e marmi. L’altro, di età bizantina (VI-VII secolo d.C.), con materiali locali e di provenienza mista (dall’Egeo, dalla Palestina e dall’Africa), doveva appartenere a un’imbarcazione che seguiva rotte di cabotaggio, con scali in diversi porti del Mediterraneo. La città antica, estesa sul promontorio e su un’ampia fascia costiera, fu uno dei principali porti della regione, emerge dagli studi degli archeologici italiani, sviluppandosi sin dall'età augustea (fine I a.C.-I d.C.) e, soprattutto, dopo che nel 74 Vespasiano riorganizzò l’impero istituendo definitivamente la provincia di Cilicia.

giovedì 7 febbraio 2013

Battesimo in acqua per Tifone, il robot che recupera tesori sommersi


Battesimo in acqua per Tifone, il robot realizzato dai Dipartimenti di Ingegneria Industriale e di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto “Thesaurus” (destinato allo sviluppo di tecnologie per l’indagine archeologica subacquea), guidato dal Centro Interdipartimentale “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana con un milione e 800mila euro. Il veicolo è destinato a rilevare, documentare, censire e monitorare siti archeologici sottomarini, relitti e reperti isolati sommersi fino a trecento metri sotto il mare. Le prove generali, in corso questa settimana nel bacino di Roffia, a San Miniato (Pisa), serviranno a verificare il corretto funzionamento di Tifone: la capacità dei sistemi di bordo di regolare correttamente velocità, inclinazione, rotta e profondità.
Sotto esame in questi giorni anche i sistemi di comunicazione radio (in superficie) e acustico (in immersione) ed i sensori per l’acquisizione di immagini ottiche ad acustiche. Nelle missioni future il robot sarà affiancato da due esemplari gemelli, ora in costruzione, con i quali dialogherà attraverso modem a ultrasuoni. I tre veicoli verranno utilizzati per la prima volta “in sciame”, come fossero cioè un branco di pesci, in primavera.

sabato 2 febbraio 2013

Antica corona d'oro del periodo ellenistico rinvenuta a Salonicco


(ANSAmed) - ATENE - Un'antica corona di foglie in lamina d'oro, probabilmente risalente agli inizi del periodo ellenistico (323 a.C. - 31 a.C.), è tornata alla luce nel corso degli scavi condotti per realizzare una nuova linea della metropolitana di Salonicco, la seconda città più popolosa della Grecia. La corona, che è la nona del suo genere rinvenuta negli ultimi anni nell'area di Salonicco, dopo quasi 2.500 anni adornava ancora il cranio di uno scheletro sepolto in un'ampia tomba in stile macedone. Nel giugno del 2008, quattro corone in lamina d'oro ed orecchini, anch'essi d'oro, di epoca ellenistica vennero scoperti in una delle circa 700 sepolture di una necropoli tornata alla luce durante i lavori di scavo per il metrò nella zona di Sintrivani, sempre a Salonicco. Come le altre scoperte in precedenza, anche l'ultima corona ritrovata è stata portata al 16.mo Dipartimento delle antichità preistoriche e classiche per essere sottoposta ad analisi e studiata. (ANSAmed).


Fonte: ANSAmed

Archeologia: italiani svelano vita quotidiana dei Sumeri


(AGI) - Roma - Gli archeologi della Sapienza, tornati in Iraq per la seconda campagna di scavo nel sito di Abu Tbeirah, vicino a Nassiriya, hanno riportato alla luce molti reperti che per la prima volta documentano la vita quotidiana del mondo sumerico e che attestano sorprendenti analogie con pratiche ancora correntemente in uso presso gli abitanti della zona. Il periodo indagato è quello dell'avvento in Mesopotamia della prima dinastia a vocazione imperiale nota nella storia dell umanità, fondata dal sovrano Sargon e incentrata sulla sua capitale Akkad: siamo all'incirca tra il 2400 e il 2200 a.C, un'epoca a tutt'oggi poco nota.

Reperti che raccontino la vita del tempo erano praticamente inesistenti, - spiega l'assirologo della Sapienza Franco D'Agostino, che dirige la Missione - per il semplice fatto che le campagne di scavo che ci hanno preceduto risalivano agli anni '60, quando i sistemi di datazione e le tecnologie applicate alla ricerca archeologica erano di tutt'altra precisione rispetto a oggi". Una delle sorprese più interessanti dal punto di vista archeologico è rappresentata dal rinvenimento di una stuoia di 4.200 anni fa, ancora perfettamente conservata: risultano miracolosamente ancora visibili sia la trama delle canne intrecciate che i fori praticati per ospitare i pali che reggevano la copertura, molto probabilmente anch'essa fatta di canne. Il metodo per realizzare la stuoia è lo stesso usato oggi nelle Marshlands, cioè le paludi a sud dell Iraq, dove le stuoie vengono utilizzate sia come copertura, sia come pavimentazione all'interno dei Mudhif, le case costruite con fasci di canne.

lunedì 28 gennaio 2013

Sudan, italiani scoprono l'area sacra del palazzo del re Natakamani

E' tornata alla luce l'area delle cerimonie sacre del palazzo del re Natakamani (I sec. d.C.), nell'antica città nubiana di Napata, in Sudan. Gli scavi della missione archeologica italiana, sotto la direzione dell'Università di Venezia Ca' Foscari, affidata a Emanuele Marcello Ciampini, ha delineanto le caratteristiche di un'area cerimoniale che costituisce l'ultima fase dell'antica città in cui si trova il palazzo di Natakamani. Durante gli scavi è stato scoperto un ampio tratto del muro esterno (lato ovest), decorato con una lesena composita rivestita d'intonaco dipinto in bianco, blu, rosso e giallo. Nel corso delle ricerche sono stati portati alla luce diversi frammenti di medaglioni in faience (terracotta invetriata), simili a quelli scoperti nel corso delle campagne precedenti.

Fonte: AdnKronos

sabato 26 gennaio 2013

La muraglia cinese e l'esercito di terracotta


Alberto Angela racconta le meraviglie della Grande Muraglia Cinese e dell'Esercito di Terracotta. 

Turchia, italiani scoprono palazzo degli Ittiti


Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - E' tornato alla luce un palazzo costruito intorno al 900 a.C. dal governatore ittita Katuwa, utilizzato anche durante tutta la dominazione assira. E' questa l'ultima scoperta della missione archeologica condotta dall'Università di Bologna nel sito di Karkemish, nella Turchia sud-orientale, al confine con la Siria, annunciata dal ''New York Times'', che ha intervistato il direttore degli scavi, Nicolo' Marchetti, docente di archeologia all'Alma Mater. ''Dopo un mese di scavi, la struttura architettonica ha cominciato piano piano a emergere - racconta Marchetti - La parte ovest è gravemente danneggiata, ma spostandoci verso est abbiamo trovato porzioni meglio conservate". Il ritrovamento avvalora il lavoro degli storici, che attribuiscono a Karkemish il ruolo di città-chiave durante i secoli, facendone sede di governo sotto il potere babilonese, ittita, assiro e infine anche romano. Ma il progetto, sottolinea il ''New York Times'', non si fermerà con il compimento degli scavi: Marchetti prospetta, nel giro di qualche anno, la nascita di un parco archeologico e ambientale che coinvolga e rilanci l'economia di Gaziantep. Questa regione turca, infatti, è soprattutto agricola e sta subendo i duri colpi del succedersi dei conflitti, oltre al danneggiamento del mercato a causa del contrabbando lungo i confini siriani.
Fonte: Adnkronos 

Scoperte a Pozzuoli botteghe vetro epoca romana

Ph. C. Fiorentino Fonte: Corriere del Mezzogiorno
(Ansamed) Napoli, 4 gen - Una strada che ospitava le botteghe degli artigiani del vetro celebri per la loro perizia in tutto l'Impero Romano nel I secolo d.c. E' il Clivius Vitrarius che e' emerso nei giorni scorsi a Pozzuoli, in provincia di Napoli, durante gli scavi per riparare una strada moderna. L'inatteso ritrovamento si e' verificato quando la strada ha subito un avvallamento a causa delle piogge di questi giorni: per ripararla gli operai si sono poi imbattuti in alcuni reperti e hanno chiamato gli esperti della Soprintendenza di Napoli che hanno riportato alla luce antiche strutture vicine alla zona che ospitava le terme romane, come riporta il Corriere del Mezzogiorno. I nuovi scavi aggiungono interessanti informazioni sul Clivius Vitrarius, la strada degli artigiani del vetro celebri in tutto l'impero romano insieme ai colleghi artigiani a nord della moderna Milano. La nuova scoperta arricchisce ancora il patrimonio archeologico di Napoli e della Campania. Un patrimonio che continua ad avere la sua punta di diamante a Pompei, dove entro la fine del mese dovrebbero aprire i cantieri del grande progetto di restauro e recupero degli scavi dell'antica città romana distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I primi cantieri verranno aperti in due antiche case, la domus dei Dioscuri e la domus dalle Pareti Rosse.

venerdì 25 gennaio 2013

Scoperto vicino Trieste un antico castrum romano

Ricostruzione del castrum fatta da Guido Zanettini
Fonte: http://www.nationalgeographic.it
Grazie al telerilevamento laser un team di ricercatori italiani avrebbe individuato, non lontano da Trieste, quello che potrebbe essere il più antico accampamento romano della storia, descritto da Tito Livio nella sua raccolta Ab Urbe Condita. La tecnica utilizzata è stata quella LIDAR, un fascio laser che dall'alto riesce a ottenere mappe altimetriche tridimensionali del terreno anche se coperto da alberi. Un doppia cerchia muraria sul Monte Grociana era stata già segnalata da uno studioso nei primi del Novecento. A confermare l'origine romana della struttura è stata una successiva ricognizione archeologica del sito che ha portato alla luce dei frammenti ceramici appartenenti ad anfore diffuse tra la fine del II e l'inizio del I sec. a.C. Secondo gli archeologi potrebbe dunque trattarsi dell’antico castrum descritto da Tito Livio, costruito durante le guerre contro Istri e Carni, iniziate nel 181 a.C. con la fondazione di Aquileia e conclusesi nel 177 a.C. con la definitiva conquista dell’Istria.

giovedì 24 gennaio 2013

Torna alla luce il volto di Giulia, la figlia dell'Imperatore Augusto


Fiumicino, torna alla luce il volto di Giulia la figlia dell'imperatore AugustoDurante i lavori di scavo di un'antica villa romana a Fiumicino è affiorato il ritratto in marmo di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto. La Sovrintendente per l’Etruria meridionale Alfonsina Russo, che ha presentato in anteprima la scoperta a Villa Giulia, è convinta che il ritratto in marmo sia databile all'età augustea: il volto inclinato e in posa aristocratica presenta lineamenti molto delicati e lo stile dell’acconciatura dei capelli ricorda modelli della famiglia di Augusto. Giulia fu l’unica figlia che Augusto ebbe dalla prima moglie, Scribonia. Finora di lei non erano mai state trovate statue che la raffigurassero.

venerdì 11 gennaio 2013

Missione italiana scopre necropoli a Luxor

(di Danila Clegg) (ANSAmed) - IL CAIRO, 10 GEN - ''E' un'emozione che si prova abbastanza raramente ed è quella di riportare in vita qualcuno che 4000 anni fa cercava l'immortalità''. E' un fiume in piena Angelo Sesana, archeologo da un vita e ora a capo della missione del centro di egittologia Francesco Ballerini che sta scavando sulla riva occidentale di Luxor, quella della valle dei re e delle regine nell'area corrispondente al tempio del faraone Amenhotep II, che regnò nella diciottesima dinastia, fra il 1427-1401 avanti Cristo.

Oggi il ministero dell'antichità egiziana ha dato l'annuncio che la sua missione ha trovato una necropoli ed un gruppo di vasi canopi, che racchiudevano le interiora mummificate dei defunti, in perfette condizioni. In realtà gli scavi condotti da Sesana nella stessa zona durano da quindici anni e sono stati fortunati per ammissione dello stesso archeologo e orientalista.

lunedì 24 dicembre 2012

I siti del Parco Nazionale del Circeo in 3D

Ricostruzioni in 3D dei siti archeologici del Parco nazionale del Circeo: la Villa di Domiziano, la Villa dei Quattro Venti e l'Area archeologica del Porto Canale di Paola a seguito di nuove ricerche condotte dalla Sapienza di Roma, in un patto di intesa siglato tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, il Corpo Forestale dello Stato ed il Parco Nazionale del Circeo. Le ricerche sono state effettuate con il duplice obiettivo di valorizzare e divulgare l'approfondimento scientifico su siti di primaria importanza nell'ambito del patrimonio archeologico del territorio.
 Le attività condotte hanno avuto un forte carattere sperimentale, non solo per le tecniche e le metodologie impegnate, ma anche per l'ambizioso obiettivo di conoscenza prefissato: il superamento delle conclusioni proposte nel 1928 con la 'Forma Italia è dell'archeologo Giuseppe Lugli. Riconsiderare un contesto archeologico enorme come quello del Circeo ha richiesto anni di riordino delle vecchie informazioni e la costruzione di nuovi contributi originali sui vari siti. Per la ricerca si e' partiti da i tre siti del Parco del Circeo, di valenza cruciale: la Villa di Domiziano, la Villa dei Quattro Venti e l'Area archeologica del Porto Canale di Paola.

lunedì 3 dicembre 2012

Missione italiana scopre teste leone tolemaiche


Due teste di leone risalenti all'epoca tolemaica sono state scoperte dalla missione dell'Università del Salento nella regione del Fayoum, grande oasi a sud del Cairo. Lo riferisce il ministro delle antichità egiziano, Mohamed Ibrahim, spiegando che le due teste, risalenti al periodo che va dal 305 avanti cristo fino all'arrivo dei romani, servivano per decorare le grondaie per lo scolo dell'acqua di un tempio. ''Si tratta della prima svolta che vengono scoperte statue di leone per questo genere di uso'', ha osservato il Ministro, mentre il capo missione Mario Capasso ha spiegato che lo stato di conservazione dei due reperti è buono, aggiungendo che le due teste sono lunghe un metro e 60 centimetri, per 90 centimetri di larghezza e 80 di altezza.



Fonte: ANSAmed

Foto tratta dal sito http://www.grr.rai.it