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sabato 2 febbraio 2013

Archeologia: italiani svelano vita quotidiana dei Sumeri


(AGI) - Roma - Gli archeologi della Sapienza, tornati in Iraq per la seconda campagna di scavo nel sito di Abu Tbeirah, vicino a Nassiriya, hanno riportato alla luce molti reperti che per la prima volta documentano la vita quotidiana del mondo sumerico e che attestano sorprendenti analogie con pratiche ancora correntemente in uso presso gli abitanti della zona. Il periodo indagato è quello dell'avvento in Mesopotamia della prima dinastia a vocazione imperiale nota nella storia dell umanità, fondata dal sovrano Sargon e incentrata sulla sua capitale Akkad: siamo all'incirca tra il 2400 e il 2200 a.C, un'epoca a tutt'oggi poco nota.

Reperti che raccontino la vita del tempo erano praticamente inesistenti, - spiega l'assirologo della Sapienza Franco D'Agostino, che dirige la Missione - per il semplice fatto che le campagne di scavo che ci hanno preceduto risalivano agli anni '60, quando i sistemi di datazione e le tecnologie applicate alla ricerca archeologica erano di tutt'altra precisione rispetto a oggi". Una delle sorprese più interessanti dal punto di vista archeologico è rappresentata dal rinvenimento di una stuoia di 4.200 anni fa, ancora perfettamente conservata: risultano miracolosamente ancora visibili sia la trama delle canne intrecciate che i fori praticati per ospitare i pali che reggevano la copertura, molto probabilmente anch'essa fatta di canne. Il metodo per realizzare la stuoia è lo stesso usato oggi nelle Marshlands, cioè le paludi a sud dell Iraq, dove le stuoie vengono utilizzate sia come copertura, sia come pavimentazione all'interno dei Mudhif, le case costruite con fasci di canne.