venerdì 2 marzo 2012

Archeologia: non ci sono soldi - scavi archeologici ricoperti in Grecia

       AFP      ROMA- (TMNews) - Per mancanza di fondi nella Grecia sull'orlo del default, scavi archeologici di grande valore vengono ricoperti, per evitare i danni di una lunga (e chissà quanto) esposizione agli agenti atmosferici.

"Madre Terra è il miglior protettore delle nostre antichità", è il saggio consiglio di Michalis Tiverios, professore di archeologia presso la Università Aristotelio di Salonicco, intervistato dal quotidiano Ta Nea a margine dell'annuale congresso sull'archeologia nella città settentrionale greca.

E' stato Tiverios a convincere recentemente il ministero della Cultura a ricoprire una basilica dell'era cristiana sconosciuta in precedenza e scoperta due anni fa durante i lavori della metropolitana dell'antica Tessalonica (Salonicco). "Lasciamo le antichità nella terra, perchè siano scoperte dagli archeologi del 10mila A.D., quando i greci e i loro politici mostreranno forse più rispetto per la loro storia", ha bacchettato il professore, che ha fatto da consulente al progetto. (fonte Afp)

Archeologia: ritrovati fossili di pulce preistorica, erano “giganti”


In Mongolia sono stati rinvenuti degli esemplari fossilizzati di insetti risalenti a 165milioni di anni fa, molto grandi e con un apparato boccale così sviluppato da perforare anche la pelle dei dinosauri.



In Cina sono stati ritrovati 9 esemplari di pulci preistorichedi circa 165milioni di anni fa, appartenenti al Giurassico Medio e al Primo Cretaceo. La caratteristica principale di questi insetti, è data proprio dalla loro dimensione, le femmine misurano 20,6 millimetri e i maschi 14,7.


I fossili “giganti” di pulce  sono molto simili a quelle evolute dei nostri giorni, hanno una grande bocca dentata ma delle zampette posteriori molto meno sviluppate e non ancora abbastanza “allenate” a compiere i balzi dei fastidiosi insetti “moderni”.

Gli studiosi riportano che sono stati ritrovati nella parte più interna della Mongolia e precisamente nella Liaoning Province. Osservandole nel dettaglio, gli esperti delMuseum of Natural History di Parigi, hanno notato che la bocca degli insetti pietrificati, possedeva un robusto e lungo “sifone succhia-sangue” indispensabile per penetrare la dura pelle dei loro ospiti, come segnalato sulla rivista Nature.


Il fatto di essere poi, così grandi e dotate di armi “biologiche” tanto potenti, ha permesso di ritenere che si cibassero del sangue di mammiferi dalla pelle molto dura e che per spostarsi sulla loro superficie, strisciavano. A questo proposito Michael Engel, paleontologo dell’University of Kansas a Lawrence, spiega che
“Probabilmente i padroni di casa di queste pulci giganti sono stati i primi dinosauri piumati di quel tempo.”

Egli aggiunge che
“Sembra che fossero specializzate nell’attaccare animali dalla pelle piuttosto dura, come quella dei dinosauri, forse anche pterosauri.”







lunedì 27 febbraio 2012

Pompei: crollo nell'atrio della Venere in Conghiglia



"C'è stato un nuovo crollo oggi a Pompei che riguarda un intonaco colorato di rosso nell'atrio della Venere in Conchiglia". Lo denuncia la senatrice del Pdl, Diana De Feo, componente la commissione Cultura di Palazzo Madama, che annuncia un'interrogazione parlamentare al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. La Soprintendenza archeologica, precisa che si è staccato un pezzo di intonaco, cosiddetto 'di preparazione', con tracce di colore rosso nell'atrio della Venere in Conchiglia. Il crollo riguarda una parte di circa 1 metro e 50.

"Non c'e' un minuto da perdere, la situazione è drammatica". Nei giorni scorsi l'architetto Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio patrimonio culturale, aveva lanciato un'allarme dicendo che il sito archeologico di Pompei è a rischio, e che "per un crollo reso noto ce ne sono altri nove di cui non si viene a sapere". Irlando cita alcuni casi: "La Casa del Menandro, poco lontana dai teatri, e' stata chiusa per anni e sono stati fatti restauri importanti. Oggi e' aperta, ma alcune pitture sono molto compromesse dall'umidità e i mosaici non godono di buona salute, e parliamo di un intervento di restauro concluso non più di 8 anni fa". Poi "la Casa del Fauno, aperta al pubblico, con gli intonaci che possono crollare sulla testa dei visitatori". Situazioni che, sottolinea, "sono sotto gli occhi di tutti, anche nei posti più frequentati".

Tutto questo a circa un anno e mezzo dal crollo dell'Armeria del Gladiatore, avvenimento che mise in moto le istituzioni alla ricerca di una soluzione per la piu' grande area archeologica d'Europa, e a pochi mesi dall'annuncio di fondi per 105 milioni di euro da parte del commissario europeo Johannes Hahn. "In attesa che arrivino però - sottolinea il presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale - nulla sta avvenendo. Non è stato ancora reso noto nel dettaglio il programma che detterà gli interventi, e come questi saranno svolti".


Archeologia: reperti età neolitica scoperti ad Albenga


ALBENGA (SAVONA) - Interessanti reperti archeologici, risalenti all'eta neolitica, sono stati scoperti nell'area residenziale della frazione villanovese di Coasco (Albenga) durante alcune operazioni di scavo. I sondaggi - eseguiti dai tecnici del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali - sono partiti a fine dicembre 2011, per proseguire in tutto il mese di gennaio 2012. In dettaglio sono stati trovati diversi resti di coccio risalenti all'eta' neolitica appartenenti ad un villaggio, a testimonianza che la piccola frazione del paese fortificato della Val Lerrone fosse gia' abitata migliaia di anni fa. (ANSA).

Cesenatico: I Convegno Nazionale di Archeologia, Storia e Etnologia Navale

Convegno archeologia CesenaticoCesenatico - Torna a Cesenatico il prossimo 13-14 aprile il Convegno Nazionale di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale, promosso e organizzato dall’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN) insieme al Museo della Marineria di Cesenatico - dove si terrà il convegno - con la collaborazione di Gesturist Cesenatico S.p.A. È la seconda edizione di questo appuntamento di notevole rilievo, che si tenne la prima volta sempre a Cesenatico nel 2008. Archeologia, storia, etnologia navale: argomenti nei quali l’Italia negli ultimi anni ha prodotto importanti ritrovamenti, studi ed esperienze, che ora hanno bisogno di una occasione autorevole di comunicazione e di scambio ad alto livello scientifico, e insieme di divulgazione anche al grande pubblico e alla stampa di questi risultati. La prima giornata del convegno, quella di venerdì 13 aprile, sarà dedicata al mattino all’archeologia e al pomeriggio alla storia navale: entrambe le sessioni avranno la finalità di aggiornare il campo dei ritrovamenti archeologici e degli studi storici in campo marittimo. Una sessione speciale sarà dedicata alle monossili, cioè alle piroghe, imbarcazioni tra le più antiche e interessanti per gli archeologi. Tra i relatori - i cui nomi e titolo della relazione sono presenti nell’allegato programma di lavoro - sono presenti i principali e più accreditati studiosi che operano all’interno di Università, Soprintendenze, Musei, Enti. Il convegno intende evidenziare con particolare accento la grande quantità e qualità del patrimonio marittimo e fluviale che possiede l’Italia: un patrimonio non solo materiale e “tangibile”, come nel caso delle barche storiche e tradizionali, i musei, i siti e i reperti archeologici, ma anche “intangibile”, fatto di storie, memorie, tradizioni che - come è apparso evidente anche nelle recenti celebrazioni per i 150 anni di Unità - costituisce una parte non trascurabile della storia nazionale. È questo, tuttavia, un patrimonio culturale spesso dimenticato e poco valorizzato, e per questo, proprio alle esperienze più varie e interessanti di salvaguardia e valorizzazione della cultura marittima italiana è dedicata la giornata di sabato 14 aprile, con il titolo “Per la salvezza del patrimonio marittimo italiano”, che vedrà la partecipazione di musei, studiosi, associazioni, enti che hanno realizzato azioni interessanti in questo campo.


sabato 25 febbraio 2012

Archeologia: individuato tratto Cloaca Massima che risalirebbe ai re Tarquini

ROMA - L'archeologa della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, Elisabetta Bianchi, nel corso dei suoi studi sulla Cloaca Maxima condotti insieme allo speleologo urbano Luca Antognoli dell'associazione Roma Sotterranea, pensa di aver individuato un tratto di muratura che risalirebbe addirittura all'epoca dei re Tarquini, alla fine del VI secolo a.C. La datazione si riferisce ad un muro di circa 20 m. che corre al di sotto del fianco meridionale della Basilica Giulia.


''E' evidente che la notizia se confermata - sottolinea il sovrintendente Umberto Broccoli - dimostrerebbe come si possano fare grandi scoperte senza scavare, ma solamente rileggendo con capacità analitica e attenzione ciò che ci arriva dal passato''.

Archeologia: ultima ipotesi su fine dei Maya, colpa della siccità

(AGI) - LONDRA - Una moderata siccità fu sufficiente a far scomparire i Maya, estintisi intorno al X secolo dopo aver dato vita ad un'affascinante civilità nella penisola dello Yucatan, ora parte del Messico. E' la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori messicani e britannici che sfaterebbe i risultati di precedenti studi, secondo cui il crollo dei Maya fu dovuto a ripetuti e catastrofici periodi di siccità. La ricerca - condotta congiuntamente da un team di scienziati del Centro dello Yucatan per la ricerca scientifica e dell'Università inglese di Southampton - è stato pubblicata sulla rivista Science, come riferisce la Bbc. Gli esperti hanno usato dei modelli avanzati per calcolare le piogge e i tassi di evaporazione tra l'800 e il 950 d.C., periodo in cui la civilità dei Maya conobbe il suo declino. Secondo lo studio, una riduzione delle precipitazioni nello Yucatan compresa tra il 25 e il 40 per cento fu sufficiente a provocare gravi carenze d'acqua, con conseguenze devastanti per i Maya. "Le riduzioni annuali delle precipitazioni oscillano tra il 25 e il 40 cento ma furono abbastanza per far sì che l'evaporazione superasse le piogge e l'acqua a disposizione si riducesse rapidamente", ha spiegato Eelco Rohling dell'ateneo di Southampton. Il fenomeno, avvertono gli scienziati, potrebbe ripetersi anche in futuro. "Ci sono delle differenze ma l'insegnamento è chiaro: ciò che appare come una modesta riduzione dell'acqua disponibile può in realtà provocare problemi importanti e durevoli", ha sottolineato il professor Martin Medina-Elizalde. "Il problema non è solo della penisola dello Yucatan ma può riguardare tutte le regioni in cui vi è un alto tasso di evaporazione", ha aggiunto.

Mibac - Festa della Donna 2012: luoghi della cultura gratis

Anche quest’anno, il MiBAC partecipa alla Festa della donna rendendo omaggio all’universo femminile. Nella giornata dell’8 marzo sarà consentito l’ingresso gratuito a tutte le donne all’interno dei musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali. L’iniziativa nasce con l’intento di sensibilizzare il pubblico nei confronti delle opere d’arte, che da sempre hanno messo in risalto la figura femminile, in qualità di musa ispiratrice, ma vuole soprattutto valorizzare le donne che hanno dato e continuano a dare il loro prezioso contributo all’arte.


Luoghi della Cultura
(sezione dove è possibile cercare le informazioni di base e gli indirizzi di: musei, monumenti, aree archeologiche, archivi, biblioteche e teatri, aggiornate dalle nostre strutture territoriali)
Elenco dei Luoghi della Cultura Statali

mercoledì 22 febbraio 2012

Archeologia: Algeria, deciso restauro sito di Youb

(ANSAmed) - TUNISI, 22 FEB - E' cominciato il conto alla rovescia per l'avvio dei lavori di conservazione e restauro del sito archeologico di Youb, considerato uno dei piu' importanti per quel che riguarda gli insediamenti di epoca romanica in Algeria. Un passo che il governo di Algeri, da tempo impegnato nella salvaguardia delle proprie ricchezze archeologiche (destinatarie di cospicui investimenti), intende fare in tempi brevi, in considerazione dell'importanza del sito e delle sue potenzialita' nel turismo archeologico, un settore che sta registrando una crescita esponenziale. Il sito, chiamato "Louki Tamezouine", e' in cima alle priorita' del Ministero della Cultura, che, come riferisce l'Aps, sta bruciando le tappe e si trova nella fase di individuazione e di attribuzione del relativo incarico all'impresa che dovra' intervenire per preservare le opere, legate alla dinastia della Mauritania e che avevano un importanza vitale soprattutto nel campo militare.


Secondo gli studiosi, il sito - che ebbe anche un'epoca di notevole importanza mercantile - subi' un progressivo spopolamento, sino ad essere completamente abbandonato intorno al terzo secolo.


Il sito, gia' dal 2006, gode di un piano di protezione, deciso dalla sovrintendenza competente quando dei ricercatori, nelle rovine, trovarono, nel corso di una campagna di scavi, del vasellame, degli oggetti domestici in vetro e delle monete antiche. Gli oggetti, repertati e sottoposti a restauro, sono ora esposti nel museo nazionale "Ahmed Zabana", di Orano.