domenica 26 gennaio 2014

Bisonte

Bisonte, 12.000/11.000 a.C. ca. Lunghezza: 10,5 cm. 

Da La Madeleine, Dordogna, Francia - Saint Germain-en-Laye, Musée d'Archeologie Nationale. La placchetta è scolpita in una scaglia di corno di renna ed è stata ritrovata in un celebre sito archeologico, che ha dato il nome a una prestigiosa fase dell'arte paleolitica, il Maddaleniano.

Il cromlech di Stonehenge

Il cromlech di Stonehenge, in Gran Bretagna, è uno degli esempi più impressionanti dell'architettura megalitica. Costruito in più fasi, forse tra il 3000 e il 2000 a.C., è formato da immense pietre conficcate nel terreno in cerchi concentrici. Le scoperte di un team internazionale di archeologi chiariscono, almeno in parte, il mistero che ancora oggi aleggia attorno a Stonehenge: quando fu costruito? E perchè?
Secondo Henry Chapman dell'Università di Birmingham, il sito di Stonehenge potrebbe essere stato un luogo sacro già 500 anni prima della costruzione dei cerchi di pietre.

Il toro di Lascaux

Il toro di Lascaux - 18.000/15.000 a.C. ca. Pittura paretiale. Si trova nella Sala dei Tori della Grotta di Lascaux, in Francia. Nella grotta sono rappresentati gli animali conosciuti dagli uomini preistorici; se ne possono contare oltre 600. Il più rappresentato è il cavallo, seguono cervi, uro (un animale estinto), stambecchi, bisonti, tori e qualche orso. Le grotte furono scoperte casualmente nel 1940 da un gruppo di quattro ragazzini che, inseguendo il loro cane smarrito nel bosco, trovarono l'ingresso. La Sala dei Tori è uno degli ambienti più spettacolari; è così chiamata per il gran numero tori raffigurati.

La Venere di Willendorf


La Venere di Willendorf è una statua a tutto tondo in pietra calcarea alta 11 centimetri. Si trova a Vienna, nel Naturhistorisches Museum. La statuetta fu rinvenuta nel 1908 dall'archeologo Josef Szombathy, in un sito archeologico risalente al paleolitico, presso Willendorf, in Austria. Intorno al 1990, dopo un'accurata analisi della stratigrafia del luogo, e dopo precedenti datazioni che la ponevano inizialmente al 10.000 a.C. poi fino al 32.000 a.C., fu stimato che la statuetta sia stata realizzata da 25.000 a 26.000 anni fa.  Molto probabilmente rappresentava una divinità femminile propiziatrice della fecondità, probabilmente la Dea Madre, colei che dà la vita. 

domenica 24 novembre 2013

Archeologia: riprendono i lavori del progetto "Atlantide 2013-2014"

Inizieranno martedì 26 novembre alle ore 9 nella sala convegni dell’Alberghiero i lavori del progetto di archeologia subacquea denominato “Atlantide 2013-2014 - Il porto frentano di Buca e le ancore romane dell’Aspro: archeologia, mito, storia e ambiente”, creato dalla professoressa Rosalia Laura Ruggiero, Presidente della Commissione “Atlantide” del Rotary Club di Termoli. Le lezioni teoriche e pratiche saranno svolte dai soci rotariani facenti parte della Commissione “Atlantide”, la professoressa Ruggiero, il Preside Antonio Mucciaccio (Vicepresidente della Commissione ), il docente Lino Bianconi, il dottor Emilio Prezioso; ad esse parteciperanno i membri dell’equipe “Atlantide” delle scorse edizioni del progetto, la dottoressa Lucia Checchia e il tecnico video-foto Maurizio Perrotta.

sabato 23 novembre 2013

Gli itineraria romani

Tabula Itineraria Peutingeriana. Fonte: BNF
In epoca romana vennero creati veri e propri “itinerari” sia in forma grafica che in forma testuale che  fungevano da “guide” con lo scopo di rendere note le caratteristiche del viaggio da intraprendere. Gi itinerari marittimi, in particolare, contenevano notizie utili alla navigazione con l’indicazione delle rotte e delle distanze oltre ad una descrizione delle coste e dei porti incontrati durante il tragitto. Con o senza carta nautica i marinai avevano bisogno di riconoscere un tratto di costa prima di avvicinarsi alla riva. Per i Romani il potere marittimo era innanzitutto una necessità. Tra gli itinerari a noi pervenuti si ricorda l’Itinerarium Antonini Augusti, un testo anonimo del III secolo. La parte marittima di tale Itinearium è nota come Itinerarium Maritimus e poi ancora la Tabula Peutingeriana[1], una copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero.
L.C. 



[1] Si tratta della più antica carta stradale del mondo pervenuta fino a noi. Fu disegnata intorno al IV secolo d.C. dai Romani i quali vi tracciarono i vasti confini dell'Impero anche per seguirne l'espansione militare. Nel Cinquecento fu riprodotta su un rotolo di pergamena che è attualmente conservato all’interno della Biblioteca Nazionale di Vienna. Cfr. F. PRONTERA, Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo, Firenze, Olsckhi, 2003; L. BOSIO, La tabula peutigeriana. Una descrizione del mondo antico, Maggioli Editore, Rimini 1983.

Carte nautiche e portolani

Carta Pisana. Fonte: BNF


Le prime carte nautiche[1], risalenti al XII secolo, furono utilizzate diffusamente fino al XVI secolo[2]. Realizzate su pergamena, di solito venivano accompagnate da una parte narrativa detta “portolano”[3] dove venivano riportate le notizie sugli approdi e sulle distanze. Sui portolani veniva segnalata altresì la presenza di secche o scogli e di tutto ciò che poteva rappresentare un ostacolo alla navigazione. Le coste marittime, raffigurate in maniera dettagliata sulle carte nautiche, mettevano in evidenza porti, approdi, baie, golfi e insenature[4]. Erano pensate per la navigazione a vista per cui non adatte alla navigazione astronomica.
La più antica carta nautica giunta sino ai giorni nostri è la Carta Pisana[5] . In essa il Mediterraneo risulta fitto di toponimi perpendicolari alla costa. In rosso venivano indicati i più importanti.
L.C.



[1]Per approfondimenti leggasi C. ASTENGO, La cartografia nautica mediterranea dei secoli XVI e XVII, Genova,  2000; UGGERI G. , Portolani romani e carte nautiche. Problemi e incognite. Porti, approdi e linee di rotta nel Mediterraneo antico (Studi di Filologia e Letteratura), 1998.
[2] L’antropologo Ingold definisce “esplorazione” i movimenti nello spazio marittimo senza l’uso di una carta nautica e “navigazione” gli spostamenti in mare utilizzando una carta nautica. Cfr. T. Ingold, To journey along a way of life: maps, wayfinding and navigation, in T. Ingold, The Perception of the Environment: Essay in Livelihood, Development and Skills, London, 2000, pp. 219-242.
[3] M. CASTELNUOVI, Il portolano: una fonte storica medievale trascurata. Rotte e porti del Mediterraneo dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Continuità e innovazioni tecnologiche e funzionali, ANSER, IV Seminario, Genova 18-19 giugno 2004.
[4] I porti e gli approdi rappresentavano i punti di partenza e di arrivo delle navi lungo percorsi di cabotaggio o traversate in alto mare.
[5] Anonima e non datata, la carta pisana fu così chiamata perché rinvenuta a Pisa ed attribuita a Raimondo Bacchisio.

martedì 29 ottobre 2013

Considerazioni di Storia ed Archeologia 2013. Il nuovo numero è online.

Per scaricare la rivista, cliccare QUI.

INDICE

Rosalba Antonini. ST Ps 6 recuperato. Al seguito evidenze e problematiche sul documento. La pertinenza linguistica

Francesca Murano. Il progetto samnium Digital Archive: un archivio digitale delle fonti epigrafiche del Sannio antico

Giuseppe Guadagno. Vasto: Trivuf priflics, presunti tribuni della plebe in area italica

Bruno Sardella. Frammento di dolium con graffito osco da Civitanova del Sannio (IS)

Antonio Salvatore. Una nuova proposta per l’ubicazione del tempio sannitico di Macchia Valfortore

Paola Rocco – Francesca D’Orazio. Nuovi bolli su ceramica a vernice nera da Isernia

Antonella Nibaldi. Due (?) nuovi bolli romani da Casalciprano

Gianfranco De Benedittis. Le anfore repubblicane della costa tra il Fortore e il Sangro

lunedì 14 ottobre 2013

Archeologia Industriale. Storie di luoghi, tracce di uomini

XXVII PREMIO FIBRENUS
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: STORIE DI LUOGHI, TRACCE DI UOMINI
12-27 Ottobre 2013 - Museo della Media Valle del Liri
Piazza Mayer Ross - Sora

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE: STORIE DI LUOGHI, TRACCE DI UOMINI

Un convegno per approfondire la conoscenza di un tesoro prezioso che va riscoperto e valorizzato: il nostro patrimonio archeologico-industriale. Venerdì 18 ottobre, ore 16,30, terzo appuntamento all’interno del programma di eventi del XXVII Premio Fibrenus. Il convegno che si terrà il prossimo venerdì, alle ore 16,30 presso il salone del Museo della Media Valle del Liri di Sora, avrà come titolo e filo conduttore il tema del Premio Fibrenus, “Archeologia industriale: storie di luoghi, tracce di uomini”. L’evento, curato dalla direzione del Museo della Media Valle del Liri in collaborazione con lo studio ZO_loft architecture & design, è stato studiato per offrire interventi di grande spessore sul patrimonio archeologico-industriale del territorio. Mettendo a confronto passato e futuro, il convegno mira a ricostruire e rafforzare l’identità territoriale delle due città confinanti, Sora e Isola del Liri, e si rivolge a studiosi della materia e professionisti, ma anche a chi vive la quotidianità di questo importante territorio e vuole conoscere la storia dei luoghi che hanno fatto la storia.