sabato 15 settembre 2012

Le acque di Termoli continuano a restituire tesori

La zona dell'Aspro, a Termoli, continua a restituire tesori. Dopo il ritrovamento di un'ancora appartenente presumibilmente ad un galeone del 1700-1800 avvenuto lo scorso martedì 11 settembre (leggi articolo), è stata la volta, il giorno seguente, dell'avvistamento di un altro ceppo di ancora romana (leggi articolo). L'area in questione continua a far pensare alla presenza di un antico approdo. Potrebbe trattarsi dell'antico porto frentano di Buca? Solo il tempo ci darà delle risposte certe.


Staremo a vedere.


Intanto ripresentiamo il video del recupero del ceppo di ancora romana avvenuto lo scorso maggio 2011 ad opera del Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Bari in collaborazione con il Nucleo di Protezione Civile "Insieme nel blu" di Pescara, nell'ambito del Progetto Atlantide, ideato e progettato dalla prof.ssa Rosalia Laura Ruggiero.


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venerdì 7 settembre 2012

Archeologia: a Savona scoperta una villa romana

(Adnkronos) - Una villa romana con pavimentazione in mosaico e' stata scoperta a Savona nel quartiere di Legino. Lo annuncia il Comune di Savona, spiegando che sono numerosi i reperti rinvenuti sul luogo del ritrovamento: ceramiche, monete, fibule.

Domani, alle 11.30, sopralluogo sul posto. Davanti all'ingresso del Campus universitario di Legino, interverranno Bruno Massabo' e Francesca Bulgarelli della Soprintendenza Archeologica della Liguria, il vicesindaco Livio Di Tullio, la dirigente Marta Sperati. Coordinera' Ferdinando Molteni (staff del sindaco).

mercoledì 5 settembre 2012

Archeologia: Ravenna, rinvenuto pozzo di epoca romana

Nuovo rinvenimento archeologico nel centro città. Durante l’intervento che Hera sta effettuando in Viale Farini, relativo al rifacimento e potenziamento della rete gas a servizio del centro storico, è sono infatti emersi reperti risalenti a diverse epoche del passato.
A seguito dei rinvenimenti, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna ha richiesto un controllo archeologico che è stato eseguito da Phoenix Archeologia s.r.l., lungo tutto il Viale Farini.


Le indagini hanno messo in luce la presenza di un pozzo costituito in laterizi puteali integri probabilmente di età romana (cm 32x14x6,5), presumibilmente riutilizzati in epoche successive. La struttura ha un diametro esterno di circa 1,24 m e uno interno di circa 0,96 m, e si trova a una quota di circa 30 cm sotto il piano di calpestio. Hera ha eseguito una deviazione della conduttura del gas, rispetto al progetto originario, che ha permesso di lasciare agibile l’imboccatura del pozzo per consentire le indagini archeologiche.

Archeologia: Siena, scoperti in un pozzo semi d'uva di epoca romana

La recente scoperta di semi d'uva di 2000 anni fa in un pozzo a Cetamura, nella proprieta' di Badia a Coltibuono (Gaiole in Chianti), potrebbe portare alla conoscenza di nuove scoperte che riguardano la viticultura e la storia del paesaggio nel cuore della Toscana. Lo sostengono la professoressa Nancy de Grummond, archeologa della Florida State University, direttrice degli scavi archeologici, e la famiglia Stucchi Prinetti, proprietari di Badia a Coltibuono.


Gli scavi, condotti sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, arrivando ai livelli di epoca romana del pozzo (30 metri di profondita'), hanno portato al recupero di decine di semi di uva, assieme a numerosi esempi di vita vegetale e animale databili intorno al I secolo d.C. L'acqua presente nel pozzo ha favorito l'eccellente conservazione di ogni sorta di materiale organico permettendo quindi ogni tipo di analisi, fatto non usuale in scavi e siti di superficie.

lunedì 3 settembre 2012

L'Aquila: il tesoro archeologico di Amiternum, la grande città nascosta tutta da scoprire

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di Sara Ciambotti


L'AQUILA - Una città archeologica. È questo il tesoro che custodisce il sottosuolo dell'Aquila ma che purtroppo, un po' per mancanza di fondi, un po' per la difficoltà dei lavori, continua a rimanere nascosta e non si sa quando e chi potrà finalmente portarla alla luce.


Il professor Micheal Heinzelmann, docente e ricercatore dell'Università di Colonia (Germania), insieme alla sua squadra di studenti, è arrivato all'Aquila il 23 luglio e sta coordinando i lavori per far emergere il patrimonio storico celato sotto i nostri piedi.

Archeologia: Turchia, ritrovate tre tavolette ittite nel sito di Yozgat

Tre tavolette cuneiformi frammentarie ittite del XIII sec. a.C. sono il risultato più importante ottenuto quest’anno dalla missione archeologica svolta dall’Universita’ di Firenze in collaborazione con il Museo di Yozgat sul sito di Usaklı Hoyuk (Yozgat) in Turchia. Più di venti archeologi, studenti, specializzandi e dottorandi delle università di Firenze, Pisa e Siena, guidati da Stefania Mazzoni, docente di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso l’ateneo fiorentino, hanno applicato una nuova tecnica di raschiatura (scraping) sui pendii dell’acropoli e hanno portato alla luce resti delle strutture in crudo dei grandi palazzi evidenziati dall’indagine geomagnetica e un ricco corpo di materiali ittiti e frigi.

sabato 1 settembre 2012

Partono a Torre Santa Sabina i nuovi scavi archeologici lungo il litorale

di Daniele Martini


TORRE SANTA SABINA (BR). Un evento molto importante si terrà, in questo mese di settembre, lungo il litorale di Torre Santa Sabina nella marina di Carovigno: dal 2 al 16 settembre 2012 si svolgerà infatti la quinta campagna di prospezioni e scavi subacquei nella baia che ha restituito importanti testimonianze archeologiche databili dall’età protostorica all’età altomedievale. All’opera ancora una volta l’unità operativa subacquea diretta da Rita Auriemma, docente di Archeologia subacquea all’Università del Salento, con l’ausilio della Federazione Archeologi Subacquei.

Per quanto riguarda questa campagna, si inserisce nel contesto di studi sviluppati negli anni passati di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e il Comune di Carovigno, e miranti a delineare un quadro cronologico delle frequentazioni dell’antico approdo.

Le anfore del relitto di Cala Reale in bella vista per altre due settimane

 (foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)PORTO TORRES. Nei prossimi quindici giorni sarà ancora possibile ammirare il carico del relitto affondato attorno al IV e V secolo a Cala Reale, nelle acque dell’Asinara. Il Comune di Porto Torres, la Soprintendenza ai Beni archeologici per le Province di Sassari e Nuoro e il Parco Nazionale dell’Asinara hanno deciso di prorogare il servizio di visite guidate.


«Si tratta di un sito di una bellezza unica, reso tale dall’imponenza del carico di anfore e dall’originalità della visita subacquea grazie al diving center autorizzato. Durante il mese di agosto il sito è stato visitato da tantissime persone. Viste le numerose richieste ricevute – sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa – si è deciso di offrire la possibilità di accedere allo specchio di mare in cui è conservato il carico di anfore, per altri quindici giorni, sia a chi ancora non ha potuto visitarlo, sia a chi vuole provare nuovamente questa fantastica esperienza di archeologia subacquea».

venerdì 31 agosto 2012

L'evoluzione degli insetti si studia anche grazie all'archeologia

di C. S.

Due acari e un moscerino delle dimensioni di pochi millimetri, risalenti al periodo Triassico, databile a oltre 230 milioni di anni fa, sono stati trovati perfettamente conservati all’interno di goccioline di ambra rinvenute nelle Dolomiti, vicino a Cortina d’Ampezzo. A rivelarlo uno studio internazionale realizzato dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Göttingen e con il Museo di Storia Naturale di New York, e pubblicato su Pnas – Proceedings of the National Academy of Sciences.


I ricercatori hanno osservato oltre settantamila piccole gocce di ambra finora ritrovate nel sito dolomitico, facendo luce sull’evoluzione di un gruppo di artropodi (invertebrati che comprendono gli insetti, i ragni e i crostacei) tra i più diffusi al mondo.


“Già nel 2006 il team di ricerca aveva pubblicato i risultati sullo studio di batteri e protozoi inglobati nell’ambra dolomitica, dimostratisi incredibilmente simili ai microrganismi ancora oggi esistenti”, spiega Eugenio Ragazzi dell’Università di Padova. “Prima del presente studio, però, le più vecchie inclusioni di organismi animali in ambra risalivano a circa 130 milioni di anni fa: la nuova scoperta sposta quindi le lancette indietro nel tempo di ben 100 milioni di anni rispetto a ogni precedente ritrovamento di organismi inglobati in ambra”. Grazie all’eccezionale stato di conservazione, per due dei tre artropodi sono state coniate anche nuove specie, chiamate Ampezzoa triassica e Triasacarus fedelei, in onore del cortinese Paolo Fedele che nel 1997 ha segnalato il giacimento che ha permesso tutte le successive ricerche.

Archeologia: trovate le ossa di oltre mille guerrieri nella palude danese

Sono stati rinvenuti, in un'antica fossa comune in Danimarca, i resti scheletrici di un intero esercito. Il ritrovamento confermerebbe la notizia riportata da fonti scritte dove si legge di sconvolgenti massacri teutonici avvenuti in passato. Il terribile segreto è stato custodito per migliaia di anni nella palude danese.


Gli archeologi hanno scavato tutta l'estate per portare alla luce la fossa comune contenente i resti di oltre mille guerrieri uccisi in battaglia 2.000 anni fa. "Abbiamo trovato una quantità enorme di ossa umane, molto più di quanto ci aspettassimo", dice Ejvind Hertz, curatore dello Skanderborg Museum. La scoperta di decine di migliaia di ossa appartenenti all'Età del Ferro, ha attirato l'attenzione internazionale, sia perché la scoperta di parti del corpo è macabra di per sé, sia perché le ossa sono sorprendentemente ben conservate.