Interessantissimo appuntamento ad Isernia dove il prossimo 16 maggio, alle ore 10.30, presso l'aula magna Andrea d'Isernia, si terrà un seminario dal titolo "Mezzogiorno: la modernizzazione smarrita". Interverranno il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi del Molise Giovanni Cannata, i professori Massimo Bagarani, Giovanni Cerchia, Luca Muscarà e Italo Talia.
giovedì 9 maggio 2013
giovedì 2 maggio 2013
Riesumati i resti di un cavaliere medievale e della sua famiglia: eccezionale scoperta in Scozia
Fonte: http://www.meteoweb.eu
di Renato Sansone
Una squadra di archeologi ha portato alla luce resti scheletrici di otto persone con probabile parentela ad un cavaliere medievale. Il team responsabile della scoperta ha riesumato i resti di 7 scheletri interi e uno parziale sotto un sito archeologico scozzese, tra cui due appartenenti ad un bambino e uno ad un adulto di sesso femminile. I resti sono stati tutti sepolti dietro un muro, in quella che potrebbe essere stata un’antica sepoltura di famiglia. “Il sito continua a diventare sempre più interessante, rivelando un vero e proprio tesoro dell’archeologia,” ha riferito Ross Murray, un ex studente dell’Università di Edimburgo. “Il cranio dello scheletro trovato immediatamente sotto la posizione del cavaliere – continua Murray – sembra quella di una donna, ed i resti trovati sul lato opposto della lastra ornata, appartengono a un bambino della stessa epoca“. Gli scheletri erano nei pressi di una lastra con incisa una croce del calvario e la spada, i marcatori di nobiltà.
I ricercatori hanno scavato in quel punto in quanto un tempo quel luogo era occupato da un monastero del XIII secolo. “Abbiamo sempre saputo della possibilità di reperire reperti storici in quel punto, ma aver trovato il cavaliere è stata un’emozione straordinaria”, ha detto Andy Kerr, direttore del Centre for Carbon Innovation di Edimburgo. Gli scienziati devono ancora analizzare le ossa e i denti degli scheletri per determinare la loro età e come essi siano collegati. Durante gli scavi del mese scorso, gli archeologi avevano già scoperto alcune delle rovine del monastero, che fu distrutto nel XVI secolo durante la Riforma protestante. La sensazione è che ci possano essere ulteriori resti da portare alla luce, per cui gli scavi andranno avanti nei prossimi mesi. Il Regno Unito sta rivelando una moltitudine di tesori. Gli archeologi hanno portato recentemente alla luce una chiesa medievale e le ossa di re Riccardo III sotto un sito archeologico di Leicester, presumibilmente sepolto dopo la battaglia di Bosworth Field durante la guerra delle due rose.
mercoledì 1 maggio 2013
Scoperta necropoli romana in Algeria
(ANSAmed) - Una necropoli romana è stata scoperta in Algeria nel sito di Guelaât Bousbaâ (nella provincia di Guelma) ad opera di una equipe del Centro nazionale di ricerche archeologiche. Nella necropoli, come riferisce l'Aps, sono stati trovati, oltre a numerosi oggetti funerari, anche molti scheletri interi e perfettamente conservati.
Si tratterebbe, stando a quanto dichiarato da uno dei componenti l'equipe di studiosi, di una necropoli cristiana che risale al primo secolo dopo Cristo. Per completare la campagna sul sito occorreranno comunque almeno altri cinque mesi. Il sito e' stato scoperto in modo fortuito nel corso dei lavori di realizzazione di un complesso sportivo e per esso si ipotizza che possa essere lasciato alla fruizione di esperti e ricercatori come un museo a cielo aperto. Accanto agli scheletri appartenenti a donne sono stati trovati dei gioielli in bronzo, piccoli contenitori di vetro per i profumi e del vasellame, tutto in eccellente stato di conservazione. (ANSAmed).
martedì 30 aprile 2013
Heracleion, la città sommersa.
Fonte: http://www.huffingtonpost.it
Una città avvolta nel mito, inghiottita dal Mar Mediterraneo e sepolta nella sabbia e nel fango per più di 1.200 anni. Nel 2000 Heracleion per gli antichi greci, Thonis per gli antichi egizi, è stata scoperta a 30 metri sotto il livello del mare ad Abukir, vicino ad Alessandria. Franck Goddio e il suo team di archeologi dello IEASM, European Institute for Underwater Acheology, dopo ricerche geofisiche durate oltre 4 anni e 13 anni di scavi, stanno svelando a poco a poco tutti i misteri della città scomparsa. Sorprendentemente sono riemersi dalle acque reperti ben conservati che raccontano di un vivace porto antico, centro nevralgico del commercio internazionale, ma anche di un attivo centro religioso. Un documentario racconta dettagliatamente i momenti del ritrovamento.
Secondo quanto riporta il Telegraph, Thonis-Heracleion sarebbe stato uno snodo obbligatorio per gli scambi di merci e beni tra il Mediterraneo e il Nilo. Finora 64 antichi relitti di navi e più di 700 ancoraggi sono stati dissotterrati dal fango della baia. Ma non solo. Sono state ritrovate anche monete d'oro, pesi da Atene (che non sono mai stati trovati in un sito egiziano) e stele giganti scritte in egiziano e greco antico. I ricercatori hanno anche scoperto una serie di manufatti religiosi nella città sommersa, tra cui una scultura in pietra di 16 piedi. L'ipotesi è che questo colosso ornasse il tempio centrale della città. "È una scoperta archeologica travolgente", ha detto il professor Barry Cunliffe, un archeologo dell'Università di Oxford che ha partecipato agli scavi in un comunicato stampa. "Reperti distesi sul fondo del mare, ricoperti e protetti dalla sabbia, sono stati stupendamente conservati per secoli". Ma nonostante tutto l'entusiasmo per il ritrovamento, permane un mistero in gran parte irrisolto: perché è affondata Heracleion? La squadra di Goddio suggerisce che il peso di grandi edifici, in una regione dal suolo argilloso, potrebbe aver causato lo sprofondamento della città, probabilmente a seguito di un terremoto.
FOTO: clicca qui
mercoledì 17 aprile 2013
giovedì 14 marzo 2013
Ritrovata la Ragazzona, la nave più grande dell'Invencible Armada di Filippo II
Di fronte al disastro dell'Invincibile Armata, la poderosa flotta spagnola inviata nel 1588 a contrastare la crescita della potenza britannica, si dice che il re Filippo II reagì esclamando "Ho inviato le mie navi a lottare contro uomini, non contro tempeste. Ringrazio Dio per avermi lasciato risorse sufficienti a far fronte a questa perdita". Nel suo lungo periplo intorno alla Gran Bretagna e all'Irlanda, effettivamente, l'Armada era stata progressivamente ridotta ai minimi termini da una lunga serie di tempeste, incidenti ed eventi sfavorevoli, oltre che dall'azione logorante della flotta di Elisabetta, e le poche navi che rientrarono in Spagna portarono la testimonianza di una cocente battuta d'arresto alle mire del re cattolico. Un gruppo di ricercatori riporta oggi in luce un nuovo tassello di questa storia lontana cinque secoli: nelle acque di Ferrol, in Galizia, gli archeologi dell'impresa Argos, con il supporto dell'Armada di oggi, la Marina Militare spagnola, hanno individuato i resti di quello che potrebbe essere il relitto della Ragazzona, la più grande delle navi a disposizione di Filippo II. Ammiraglia della squadra di Levante, la Ragazzona era una nave di fabbricazione veneziana, capitanata da Don Martin de Bertendona e affondata l'8 dicembre del 1588, a un passo dal porto di La Coruna, in cui doveva riparare. I reperti, rinvenuti a 12 metri di profondità su un area di 900 mq, nell'area in cui si ipotizzava fosse avvenuto il naufragio, sono per gran parte pezzi di artiglieria e blocchi di concrezioni metalliche, risultato della lunga permanenza in acqua di diversi oggetti. Mancano reperti ceramici e residui del legname dello scafo. L'impressione degli archeologi intervenuti è che sul luogo, non lontano dalla costa e sito a bassa profondità, si sia verificato in anni recenti un vero e proprio saccheggio che ha disperso gran parte del patrimonio, compromettendo, al tempo stesso, la possibilità di recuperare informazioni importanti da un relitto così significativo. Nonostante ciò, quel che resta ha un suo valore, e va protetto.domenica 10 marzo 2013
Giganteschi leoni scoperti nel deserto egiziano da missione italiana
Il deserto egiziano ha restituito due monumentali statue di epoca greco-romana raffiguranti leoni. La scoperta è avvenuta durante la recente campagna organizzata dal Centro Studi Papirologici dell'Università di Lecce sotto la direzione di Mario Capasso (cattedra di papirologia) e Paola Davoli (cattedra di egittologia) nell'oasi del Fayyum nel sito di Dime es-Seba, a nord del lago Qarun. In epoca antica la località si chiamava Soknopaiou Nesos, ovvero 'isola del dio Soknopaios', probabilmente a causa della particolare conformazione dell'insediamento che si erge su un pianoro rialzato.
Fonte: Adnkronos
sabato 2 marzo 2013
Trovati relitti di navi romane nelle acque dell’antica Augusta turca
venerdì 1 marzo 2013
Perù: scoperto un luogo di sepoltura risalente a 1400 anni fa
Nel sito di Tupac Amaru Huaca B, nei pressi di una cittadella sportiva di Lima (Perù), un team di archeologi con a capo l’archeologo Fernando Herrera, ha scoperto un luogo di sepoltura contenente undici tombe pre Inca, alcune risalenti ad oltre 1400 anni fa. Ogni scheletro è stato trovato in posizione orizzontale su un letto di canne intrecciate e coperto da uno o più panni. I corpi sono stati sepolti con ceramiche, tessuti, foglie di alberi da frutto e strumenti utilizzati per l’agricoltura e rappresentano 11 mummie pre-ispaniche; tre appartenenti alla cultura di Lima, sviluppatasi tra il 200 d.C. ed il 700 d.C. e i restanti otto provenienti dalla più recente cultura Yschma, tra il 1000 d.C. e il 1400 d.C. Si tratta di un altro tassello che si aggiunge alla storia e alla cultura del Perù che aiuta ad aprire una finestra ulteriore sulla storia del paese. Il ritrovamento è avvenuto tra Dicembre e Gennaio a pochi passi dallo stadio cittadino in cui si allena la nazionale di calcio, e si suppone che nell'area circostante ne siano sepolti degli altri. Il ritrovamento è stato divulgato nei giorni scorsi.
Fonte: http://www.meteoweb.eu
giovedì 28 febbraio 2013
Scoperto a Roma il primo tempio di Giove Statore
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