martedì 30 aprile 2013

Heracleion, la città sommersa.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it


Una città avvolta nel mito, inghiottita dal Mar Mediterraneo e sepolta nella sabbia e nel fango per più di 1.200 anni. Nel 2000 Heracleion per gli antichi greci, Thonis per gli antichi egizi, è stata scoperta a 30 metri sotto il livello del mare ad Abukir, vicino ad Alessandria. Franck Goddio e il suo team di archeologi dello IEASM, European Institute for Underwater Acheology, dopo ricerche geofisiche durate oltre 4 anni e 13 anni di scavi, stanno svelando a poco a poco tutti i misteri della città scomparsa. Sorprendentemente sono riemersi dalle acque reperti ben conservati che raccontano di un vivace porto antico, centro nevralgico del commercio internazionale, ma anche di un attivo centro religioso. Un documentario racconta dettagliatamente i momenti del ritrovamento.
Secondo quanto riporta il Telegraph, Thonis-Heracleion sarebbe stato uno snodo obbligatorio per gli scambi di merci e beni tra il Mediterraneo e il Nilo. Finora 64 antichi relitti di navi e più di 700 ancoraggi sono stati dissotterrati dal fango della baia. Ma non solo. Sono state ritrovate anche monete d'oro, pesi da Atene (che non sono mai stati trovati in un sito egiziano) e stele giganti scritte in egiziano e greco antico. I ricercatori hanno anche scoperto una serie di manufatti religiosi nella città sommersa, tra cui una scultura in pietra di 16 piedi. L'ipotesi è che questo colosso ornasse il tempio centrale della città. "È una scoperta archeologica travolgente", ha detto il professor Barry Cunliffe, un archeologo dell'Università di Oxford che ha partecipato agli scavi in un comunicato stampa. "Reperti distesi sul fondo del mare, ricoperti e protetti dalla sabbia, sono stati stupendamente conservati per secoli". Ma nonostante tutto l'entusiasmo per il ritrovamento, permane un mistero in gran parte irrisolto: perché è affondata Heracleion? La squadra di Goddio suggerisce che il peso di grandi edifici, in una regione dal suolo argilloso, potrebbe aver causato lo sprofondamento della città, probabilmente a seguito di un terremoto.

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giovedì 14 marzo 2013

Ritrovata la Ragazzona, la nave più grande dell'Invencible Armada di Filippo II


Di fronte al disastro dell'Invincibile Armata, la poderosa flotta spagnola inviata nel 1588 a contrastare la crescita della potenza britannica, si dice che il re Filippo II reagì esclamando "Ho inviato le mie navi a lottare contro uomini, non contro tempeste. Ringrazio Dio per avermi lasciato risorse sufficienti a far fronte a questa perdita". Nel suo lungo periplo intorno alla Gran Bretagna e all'Irlanda, effettivamente, l'Armada era stata progressivamente ridotta ai minimi termini da una lunga serie di tempeste, incidenti ed eventi sfavorevoli, oltre che dall'azione logorante della flotta di Elisabetta, e le poche navi che rientrarono in Spagna portarono la testimonianza di una cocente battuta d'arresto alle mire del re cattolico. Un gruppo di ricercatori riporta oggi in luce un nuovo tassello di questa storia lontana cinque secoli: nelle acque di Ferrol, in Galizia, gli archeologi dell'impresa Argos, con il supporto dell'Armada di oggi, la Marina Militare spagnola, hanno individuato i resti di quello che potrebbe essere il relitto della Ragazzona, la più grande delle navi a disposizione di Filippo II. Ammiraglia della squadra di Levante, la Ragazzona era una nave di fabbricazione veneziana, capitanata da Don Martin de Bertendona e affondata l'8 dicembre del 1588, a un passo dal porto di La Coruna, in cui doveva riparare. I reperti, rinvenuti a 12 metri di profondità su un area di 900 mq, nell'area in cui si ipotizzava fosse avvenuto il naufragio, sono per gran parte pezzi di artiglieria e blocchi di concrezioni metalliche, risultato della lunga permanenza in acqua di diversi oggetti. Mancano reperti ceramici e residui del legname dello scafo. L'impressione degli archeologi intervenuti è che sul luogo, non lontano dalla costa e sito a bassa profondità, si sia verificato in anni recenti un vero e proprio saccheggio che ha disperso gran parte del patrimonio, compromettendo, al tempo stesso, la possibilità di recuperare informazioni importanti da un relitto così significativo. Nonostante ciò, quel che resta ha un suo valore, e va protetto.

domenica 10 marzo 2013

Giganteschi leoni scoperti nel deserto egiziano da missione italiana

Il deserto egiziano ha restituito due monumentali statue di epoca greco-romana raffiguranti leoni. La scoperta è avvenuta durante la recente campagna organizzata dal Centro Studi Papirologici dell'Università di Lecce sotto la direzione di Mario Capasso (cattedra di papirologia) e Paola Davoli (cattedra di egittologia) nell'oasi del Fayyum nel sito di Dime es-Seba, a nord del lago Qarun. In epoca antica la località si chiamava Soknopaiou Nesos, ovvero 'isola del dio Soknopaios', probabilmente a causa della particolare conformazione dell'insediamento che si erge su un pianoro rialzato.
Fonte: Adnkronos

sabato 2 marzo 2013

Trovati relitti di navi romane nelle acque dell’antica Augusta turca


Durante l’ultima campagna di scavo nel sito di Elaiussa Sebaste (‘Augusta’ in greco), odierna Ayas, sulla costa della Cilicia (Turchia sudorientale), la missione archeologica dell’Università di Roma ”La Sapienza”, diretta da Eugenia Equini Schneider, ha svolto una serie di ricerche subacquee. Proprio nel mare di fronte al promontorio di Elaiussa sono stati localizzati dei manufatti in terracotta e altri materiali riferibili a due relitti navali. Lo riferisce un articolo pubblicato sul nuovo numero della rivista ”Archeologia Viva” (Giunti Editore). Il primo relitto è di una nave di eta’ imperiale romana (II secolo d.C.) in arrivo nel porto settentrionale di Elaiussa con un carico in prevalenza di anfore iberiche e marmi. L’altro, di età bizantina (VI-VII secolo d.C.), con materiali locali e di provenienza mista (dall’Egeo, dalla Palestina e dall’Africa), doveva appartenere a un’imbarcazione che seguiva rotte di cabotaggio, con scali in diversi porti del Mediterraneo. La città antica, estesa sul promontorio e su un’ampia fascia costiera, fu uno dei principali porti della regione, emerge dagli studi degli archeologici italiani, sviluppandosi sin dall'età augustea (fine I a.C.-I d.C.) e, soprattutto, dopo che nel 74 Vespasiano riorganizzò l’impero istituendo definitivamente la provincia di Cilicia.

venerdì 1 marzo 2013

Perù: scoperto un luogo di sepoltura risalente a 1400 anni fa


Nel sito di Tupac Amaru Huaca B, nei pressi di una cittadella sportiva di Lima (Perù), un team di archeologi con a capo l’archeologo Fernando Herrera, ha scoperto un luogo di sepoltura contenente undici tombe pre Inca, alcune risalenti ad oltre 1400 anni fa. Ogni scheletro è stato trovato in posizione orizzontale su un letto di canne intrecciate e coperto da uno o più panni. I corpi sono stati sepolti con ceramiche, tessuti, foglie di alberi da frutto e strumenti utilizzati per l’agricoltura e rappresentano 11 mummie pre-ispaniche; tre appartenenti alla cultura di Lima, sviluppatasi tra il 200 d.C. ed il 700 d.C. e i restanti otto provenienti dalla più recente cultura Yschma, tra il 1000 d.C. e il 1400 d.C. Si tratta di un altro tassello che si aggiunge alla storia e alla cultura del Perù che aiuta ad aprire una finestra ulteriore sulla storia del paese. Il ritrovamento è avvenuto tra Dicembre e Gennaio a pochi passi dallo stadio cittadino in cui si allena la nazionale di calcio, e si suppone che nell'area circostante ne siano sepolti degli altri. Il ritrovamento è stato divulgato nei giorni scorsi.

giovedì 28 febbraio 2013

Scoperto a Roma il primo tempio di Giove Statore


ARCHEOLOGIA-C_WEBRoma - (Adnkronos) - E' stato scoperto a Roma il primo tempio di Giove Statore, che nel culto degli antichi era l'epiteto con cui la divinità era invocata per dare agli eserciti la forza di resistere. Si tratterebbe dei resti del leggendario tempio che venne fondato, secondo la tradizione, da Romolo dopo la battaglia, nell'area del foro, contro i Sabini attorno al 750 a.C., dopo il famoso ratto delle sabine. La storia più antica dell'Urbe continua, dunque, a riemergere dalle ricerche in corso sul colle Palatino, sotto la guida di Andrea Carandini, uno dei massimi specialisti dell'antica Roma, autore di recenti eccezionali scoperte. Questa volta le indagini condotte dall'equipe di archeologi dell'Università ''La Sapienza'', sotto la direzione di Carandini e Paolo Carafa, ha individuato il punto in cui sorgeva il primo luogo di culto dedicato a Giove Statore (Juppiter Stator). Ne da' notizia nel nuovo numero in edicola la rivista ''Archeologia Viva'' (Giunti Editore) che pubblica un servizio esclusivo a cura degli autori della scoperta. ''Stator'' in latino significa "colui che ferma" e infatti Giove Statore era ritenuto il dio che avrebbe arrestato la ritirata dei Romani nella mitica guerra contro i Sabini, impedendo a questi ultimi di oltrepassare le fortificazioni palatine passando dalla porta Mugonia. Non è quindi un caso se i resti dell'area sacra sono stati rimessi in luce proprio in prossimità di questo antichissimo accesso dell'Urbe.

domenica 24 febbraio 2013

Messina, prorogati i termini di iscrizione al Master ''Management dei beni culturali''


E’ stato prorogato al prossimo 1° marzo (entro le ore 12) il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al Master di I livello in “Management dei beni culturali” – Ma.Be.C. (Esperto nella valorizzazione e nella gestione del patrimonio culturale). Il Master, organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche e Storia delle Istituzioni dell’Università degli studi di Messina e coordinato dal Prof. Francesco Astone, si prefigge di formare una figura professionale altamente qualificata, che sia pienamente in grado di utilizzare tutti gli strumenti e le metodologie necessarie alla gestione dei processi di valorizzazione dei processi culturali ed alla promozione del turismo culturale. Nei giorni scorsi a tal fine si è svolto un incontro, al quale hanno partecipato vari rappresentanti delle Istituzioni regionali competenti nel settore e delle amministrazioni locali ed esponenti delle imprese del settore turistico e culturale. L’iniziativa formativa proposta dall’Università è destinata a coinvolgere tutti coloro (operatori del settore, amministrazioni pubbliche, aziende) che agiscono nel campo dei beni culturali e del marketing turistico culturale.

Il corso sarà tenuto nell’arco di circa dieci mesi (1500 ore complessive, pari a 60 CFU), sono previsti, inoltre, periodi di tirocinio da svolgersi presso un ente pubblico o privato (Comuni, Provincia, altri enti territoriali, organizzazioni profit e non profit con finalità nel settore turistico-culturale.

Per ulteriori informazioni è possibile visualizzare il bando su http://www.unime.it

Baia (NAPOLI) Il parco archeologico sommerso



http://www.parcoarcheologicosommersod...

Ci troviamo nei Campi Flegrei (dal greco terra ardente). In questa zona di origine vulcanica esiste il fenomeno del bradisismo, esso consiste in un innalzamento (bradisismo positivo) o abbassamento del livello del suolo (bradisismo negativo) relativamente lento sulla scala dei tempi umani ma molto veloce rispetto ai tempi geologici. A volte, come accade nei Campi Flegrei tali movimenti possono ripetersi in maniera ciclica su un periodo di secoli.Generalmente tale fenomeno è dovuto a variazioni di volume di una camera magmatica vicina alla superficie che si svuota e si riempie, o anche a variazioni di calore che influiscono sul volume dell'acqua contenuta nel sottosuolo molto poroso. A causa del fenomeno del bradisismo l'antica fascia costiera ha subito uno sprofondamento con la conseguente sommersione di tutti gli edifici che vi erano costruiti.

Colline Romane: il Tuscolo, antica città di Tusculum

Il territorio tuscolano è come una porta, dalla quale si accede per ammirare uno dei più interessanti siti archeologici dell'Antica Roma: la città di Tusculum, nome latino che delineava la zona intorno e sopra l'attuale città di Frascati.  La natura, la storia, il mito, ancora oggi rendono il Tuscolo un luogo dal fascino inconfondibile, un simbolo, che rappresenta in pieno anche il valore paesaggistico. 
Infatti, dal sito si gode di una vista a 360° sul vulcano laziale e sul territorio delle Colline Romane.
Fonte: YouTube