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martedì 20 novembre 2012

Importante scoperta archeologica italiana in Pakistan


Importante successo dell'archeologia italiana in Pakistan. E' stata scoperta una necropoli pre-Buddista nella zona di Udegram, nella valle dello Swat, nel nord-ovest del paese, risalente ad un periodo che va tra il 1.500 e il 500 a.C. Il ritrovamento del sito, avvenuto nell'ambito del programma “Act- Fieldschool” (Archeology, community, tourism), coordinato dalla missione archeologica italiana, diretta dal professor Luca Olivieri dell'IsIAO, ha visto la collaborazione del Dipartimento dei Beni culturali dell'Università di Padova, impegnato nello Swat (zona in cui l'Italia è presente fin dal 1954), alla ricerca delle tracce del passaggio delle truppe di Alessandro Magno durante la sua conquista dell'Asia e delle origini della lingua indoeuropea.

sabato 17 novembre 2012

Scoperta una necropoli a Vindonissa


Un'antica necropoli romana è stata scoperta poco lontano dal sito archeologico di "Vindonissa", l'attuale Windisch (AG). I resti sono stati rinvenuti a fine ottobre da operai edili che lavorano a un cantiere alle pendici del Bruggerberg, una collina a ridosso della località argoviese: si tratta di frammenti di ossa e delle fondamenta di una costruzione.

sabato 10 novembre 2012

Caltanissetta, recuperati in mare reperti del V secolo a.C.


Fonte: Adnkronos- Nuova scoperta archeologica nelle acque antistanti Gela, in provincia di Caltanissetta. Alcuni reperti di notevole valore scientifico, tra cui tre coppe ad orlo rientrante biansate risalenti al V secolo a.C. e frammenti di anfore della medesima epoca e di epoche più recenti, sono stati rinvenuti nello specchio d'acqua antistante contrada Bulala, a pochi chilometri ad est di Gela. Dopo la segnalazione di un subacqueo, infatti, i tecnici della Soprintendenza del Mare Stefano Zangara, Roberto Garufi ed Alessandro Urbano, coordinati dal soprintendente Sebastiano Tusa, hanno effettuato una vasta perlustrazione dell'area coadiuvati dai subacquei dell'Arma dei carabinieri.

venerdì 9 novembre 2012

Scoperta la più antica città europea in Bulgaria


Provadia-Solnitsata-01.jpgAveva un pozzo, un cimitero, palazzi a due piani e fosse rituali. Dietro le sue tre cinte murarie vivevano più di 300 persone, che si dedicavano ad artigianato, commercio e allevamento di bestiame. E' l'insediamento scoperto da un gruppo di archeologi dell'Istituto Nazionale di Archeologia Bulgaro nel sito di Provadia-Solnitsata, in Bulgaria: la datazione al carbonio colloca la vecchia città tra il 4700 e il 4200 a.C., rendendola quindi la più antica mai scoperta in Europa. La fondazione delle prime polis greche sarebbe avvenuta solo 1500 anni dopo. “Non stiamo parlando di città nel senso delle città-stato greche, o di quelle romane o medioevali - spiega Vasil Nikolov, uno dei ricercatori che stanno analizzando il sito bulgaro - ma di un insediamento con le caratteristiche che gli archeologi normalmente ritengono identificative di una città del 5000 a.C.”.

giovedì 25 ottobre 2012

Mille anfore romane negli abissi di Porto Venere

Il tesoro scoperto da robot Plutopalla di Guido Gai

(ANSA) - LA SPEZIA, 24 OTT- Un tesoro di mille anfore negli abissi a poca distanza da Porto Venere e' stato svelato a Porto Venere. Per la prima volta sono stati proiettati in pubblico i filmati del ritrovamento del relitto della nave romana scoperta a 17 miglia a sud dell'isola del Tino dal robot sottomarino 'Pluto Palla' dell'archeologo subacqueo Guido Gai. Su un fondale di 400 metri, il tesoro: una distesa di anfore in terracotta, testimonianza dei traffici navali risalenti al IV-III secolo avanti Cristo.
"Si tratta di anfore

mercoledì 24 ottobre 2012

Una missione archeologica italiana svela il mondo assiro



Duecentotrentanove siti archeologici, cinque acquedotti, una grande necropoli e diversi bassorilievi rupestri sono tornati alla luce fra la valle del Tigri e il Monte Maqloub nell'Iraq settentrionale, cuore dell'antico impero Assiro che dominava la Mesopotamia nel I millennio a.C. Tutto ciò è stato possibile grazie alla missione archeologica portata avanti dall'Università di Udine, rientrante nel Progetto Archeologico regionale Terra di Ninive. "Tali scoperte", spiega Daniele Morandi Bonacossi (professore di Archeologia del Vicino Oriente antico), "sono riuscite, tra l'altro, a documentare la struttura geoarcheologica e topografica del sistema idraulico utilizzato dagli Assiri per portare l'acqua a Ninive e irrigare l'entroterra; sistema realizzato tra l'VIII e il VII sec. a.C. ".


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