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domenica 2 dicembre 2012

Recupero e trattamento conservativo dei legni del relitto di Marausa




Iniziati i lavori di recupero del relitto della nave oneraria romana (III -- IV sec. d.C.) di Marausa. Il relitto si trova a circa 2 metri di profondità e a 150 metri di distanza dalla costa. Individuato 12 anni fa dai subacquei locali Tony Di Bono e Dario D'Amico, dopo un primo intervento effettuato sempre dalla Soprintendenza del Mare nel 2009 che ha consentito di mettere in luce l'intero scafo e numerosi reperti, verrà interamente recuperato e inviato a Salerno per il trattamento conservativo effettuato dalla Ditta "Legni e segni della memoria". I lavori sono stati commissionati dalla Soprintendenza del Mare che è presente sul posto per l'alta sorveglianza.
Filmato caricato su Youtube da sopmare in data 20/set/2011

sabato 1 dicembre 2012

Rinvenute navi romane nelle acque della Turchia


(Adnkronos) - Dai fondali delle coste di Elaiussa Sebaste, nella provincia turca di Mersi, sono stati rinvenuti, da un team di archeologi della Sapienza di Roma, i relitti di due imbarcazioni romane con i loro carichi di anfore e marmi. Nei quindici giorni di campagna, un'equipe di cinque subacquei, diretta da Eugenia Equini Schneider, ha localizzato dei giacimenti sommersi da collegare ai due relitti di navi, l'una di età imperiale romana e l'altra risalente al VI-VII secolo d.C. Durante la missione sono stati individuati e documentati numerosi reperti, in particolare le indagini hanno portato all'identificazione di una zona di 200 X 25/38 metri circa, ricca di manufatti in terracotta, litici, lignei e metallici.

mercoledì 28 novembre 2012

Recuperati reperti archeologici a Messina

Messina - Progetto «Atlantis 2012» - Recuperati anfora spagnola, lingotto e macina

Un team di subacquei alto-fondalisti ha effettuato il recupero di alcuni reperti archeologici giacenti in due siti sottomarini nello Stretto di Messina, in una batimetrica compresa tra i meno 95 e i meno 115 metri. La raccolta di campioni in situ è il secondo step della campagna di ricerca archeo-sub «Atlantis», che nell’estate del 2011 ha portato al ritrovamento di due relitti di epoca romana, il Messina 1 (meno 95 metri) e il Messina 2 (meno 115 metri), perfettamente integri, al largo di Capo Rasocolmo.
Il progetto, ideato da Oloturia Sub, Bimaris Edizioni e Aurora Trust in collaborazione con il Comune di Messinae la Soprintendenza del mare, consiste nella mappatura dei fondali dello Stretto: le indagini, eseguite attraverso strumentazione ad alta frequenza, verifiche Rov e survey diretti, si sono concentrate su un’area di 49 chilometri quadrati, dalla foce del torrente Annunziata fino alla fascia costiera prospiciente l’abitato di Villafranca, in una batimetrica compresa tra i 50 e i 150 metri.