La zona dell'Aspro, a Termoli, continua a restituire tesori. Dopo il ritrovamento di un'ancora appartenente presumibilmente ad un galeone del 1700-1800 avvenuto lo scorso martedì 11 settembre (leggi articolo), è stata la volta, il giorno seguente, dell'avvistamento di un altro ceppo di ancora romana (leggi articolo). L'area in questione continua a far pensare alla presenza di un antico approdo. Potrebbe trattarsi dell'antico porto frentano di Buca? Solo il tempo ci darà delle risposte certe.
Staremo a vedere.
Intanto ripresentiamo il video del recupero del ceppo di ancora romana avvenuto lo scorso maggio 2011 ad opera del Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Bari in collaborazione con il Nucleo di Protezione Civile "Insieme nel blu" di Pescara, nell'ambito del Progetto Atlantide, ideato e progettato dalla prof.ssa Rosalia Laura Ruggiero.
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Nuovo rinvenimento archeologico nel centro città. Durante l’intervento che Hera sta effettuando in Viale Farini, relativo al rifacimento e potenziamento della rete gas a servizio del centro storico, è sono infatti emersi reperti risalenti a diverse epoche del passato.
La recente scoperta di semi d'uva di 2000 anni fa in un pozzo a Cetamura, nella proprieta' di Badia a Coltibuono (Gaiole in Chianti), potrebbe portare alla conoscenza di nuove scoperte che riguardano la viticultura e la storia del paesaggio nel cuore della Toscana. Lo sostengono la professoressa Nancy de Grummond, archeologa della Florida State University, direttrice degli scavi archeologici, e la famiglia Stucchi Prinetti, proprietari di Badia a Coltibuono.
Tre tavolette cuneiformi frammentarie ittite del XIII sec. a.C. sono il risultato più importante ottenuto quest’anno dalla missione archeologica svolta dall’Universita’ di Firenze in collaborazione con il Museo di Yozgat sul sito di Usaklı Hoyuk (Yozgat) in Turchia. Più di venti archeologi, studenti, specializzandi e dottorandi delle università di Firenze, Pisa e Siena, guidati da Stefania Mazzoni, docente di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso l’ateneo fiorentino, hanno applicato una nuova tecnica di raschiatura (scraping) sui pendii dell’acropoli e hanno portato alla luce resti delle strutture in crudo dei grandi palazzi evidenziati dall’indagine geomagnetica e un ricco corpo di materiali ittiti e frigi.
di Daniele Martini
di C. S.